Veneto

Zaia sul covid/La sanità regge e il virus è meno cattivo, ma mettete le mascherine

Un passo avanti ed uno indietro, stamani, dal Governatore veneto Luca Zaia, nella diretta per fare il punto sulla situazione Covid, dalla sede della Protezione civile di Marghera.
Zaia, come tutti, è sembrato ben conscio di essere sul confine: da una parte la possibilità di una nuova emergenza del sistema sanitario a causa del Covid, dall’altra un virus che spaventa di meno.
Ovvero: non c’è modo di capire di più, di decidere altrimenti che per la linea della massima prudenza.
Dunque, da parte sua, l’invito ancora una volta ad usare le mascherine quale unico ed efficace misura di prevenzione.

Zaia ha poi snocciolato in apertura le solite cifre: 485 nuovi casi in Veneto nelle ultime 24h.
Non sono pochi.
Altre 600 persone sono poi andate ad ingrossare le fila degli “Isolati” che sono in tutto 11.683.
Sono cresciuti anche i ricoveri: +23 in 24 ore, per un totale di 362.
Stabili le Terapie Intensive: 41 (33 positivi).
Purtroppo si è allungata ancora la conta dei morti: altri 7 che fanno salire la trieste conta a 2.226 persone che non hanno superato il virus.

Zaia ha anche sottolineato come il virus di oggi sia diverso da quello che ci spaventò mesi fa: ben il 97% dei positivi risulta asintomatico.
Il problema, lascia intendere Zaia, è che le conseguenze pagate dal rimanente 3% sono molto pesanti.
Sul fronte sanitario, ha aggiunto il Governatore, un bell’aiuto potrebbe venire dai medici di base che potrebbero fungere da vera e propria barriera nell’identificazione del virus, sollevando la sanità pubblica dall’incombenza.
Alcuni medici, soprattutto giovani, hanno chiesto di poter avere i tamponi rapidi, ma questo passo non sembra essere condiviso dall’intera categoria.
E in alcuni casi non è forse nemmeno così facile da mettere in pratica.

Se la preoccupazione principale del Governatore è che la situazione non precipiti, mandando in tilt la sanità regionale, l’altro pensiero è alle categorie produttive penalizzate dal nuovo Dpcm emesso nella notte.
Secondo Zaia, se per il bene della comunità un esercente deve rinunciare a tutto o parte del suo lavoro, giusto sarebbe che venisse in qualche modo aiutato, risarcito.
Un pensiero facilmente condivisibile, ma che appare piuttosto difficile da mettere in pratica.

Servirà qualche delucidazione e forse qualche deroga. Questo lo Zaia pensiero in merito a quelle famiglie che abbiano già organizzato un matrimonio o un’altra importante cerimonia da tempo e che di colpo si sentono dire che non potranno superare i 30 ospiti.

Curiosità finale: il Governatore ha anche accennato a come alla regione siano state offerte forniture di “braccialetti”, tipo quelli che si usano in Giustizia per chi sia agli arresti domiciliari. Nelle intenzioni dei proponenti, avrebbero potuto controllare il rispetto dell’isolamento da parte di chi sia posto ai “domiciliari sanitari”. Una scelta impossibile, ha aggiunto Zaia, ricordando le critiche sollevate dalla App Immuni.

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