Veneto

Zaia/Preoccupa il virus “d’importazione”; nuovo test accerta le positività in pochi minuti

La situazione è sotto controllo ma…
Questo, in estrema sintesi, il senso dell’intervento odierno del Governatore veneto tornato a sedersi al tavolo della Protezione Civile, a Marghera, per una conferenza stampa che ha fatto il punto della situazione Covid.

Oggi il virus è un po’ più debole, ha commentato Zaia, ma è nata una nuova preoccupazione: ceppi del virus portati da fuori, dall’estero.
Torna dunque il timore per italiani che rientrano dall’estero, o stranieri che tornano dopo essere stati a casa.

Con una novità, anzi due: l’abbassamento dell’età dei casi registrati, Zaia ha ricordato due gemellini di 4 anni e una giovane mamma africana di 23.

Poi il colpo a sorpresa: Zaia ha chiesto alla Sanità Veneta di sequenziare il virus “serbo”, scoprendo che la carica virale rilevata era notevole e che il ceppo risulta diverso da quello “nostrano”.
Tradotto: pur trattandosi della stessa famiglia, i parenti serbi sono più pericolosi, più aggressivi e diversi.

Se questa particolarità sia destinata a diventare un vero, futuro problema, probabilmente lo scopriremo nelle prossime settimane.

Nel corso della conferenza e con la collaborazione del Dott. Roberto Rigoli è stato presentato un nuovo test basato sul noto sistema del tampone, ma con una procedura molto più veloce, tanto che il nuovo test è in grado di confermare o smentire, dipende dalla colorazione finale, una positività al Covid nel giro di sette minuti.

Per il test eseguito su un collega giornalista oggi nella sala stampa della Protezione Civile sono bastati addirittura due minuti.

Inutile aggiungere che un esame così rapido consentirà di isolare molto più rapidamente l’eventuale positivo, evitando che infetti altre persone nell’attesa dell’esito.

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