Treviso

Volley: Triplete Imoco. Si aggiudica Coppa Italia

L’Imoco Conegliano fa tris.
Vince la coppa Italia schiacciando per 3-0 (25-20, 25-18, 25-16) in casa sua il Busto Arsizio.
Imoco rullo compressore. Vince la sua seconda coccarda tricolore dopo essersi aggiudicata già in questa stagione la Supercoppa italiana e il Mondiale per club.
Solo nel primo set della finale si registra un po’ di equilibrio, l’Imoco dilaga nel secondo e nel terzo grazie a una superiorità schiacciante che ha disorientato l’ex Low e soprattutto il grande tabu delle pantere, Francesca Piccinini, entrata nel secondo parziale senza brillare.
Brividi enormi all’inizio del terzo parziale. Atterrando da un tentativo di muro si è infortunata al ginocchio Paola Egonu. O meglio è uscita e poi è rientrata, ma in panchina si rivolge nervosamente allo staff medico come se soffrisse di un problema grave. Applicato del ghiaccio è poi rientrata, starà ora a coach Santarelli (a proposito ennesimo trionfo per il tecnico di Perugia) saperne dosare le forze.


Gli ultimi punti: muro di De Kruijff per il 15-23. Poi Egonu in diagonale fa il 16-24 e con un servizio smorzato al salto piazza il pallone in zona 3 (!) per l’ace che regala la Coppa Italia all’Imoco.
“Ho sentito una piccola fitta al ginocchio, avevo solo bisogno di una breve pausa per poi ricominciare” ha detto Paola Egonu ai microfoni di Rai Sport, tranquillizzando gli sportivi italiani.
“Io mi diverto è una gioia giocare in questa squadra – ha commentato Asja Wolosz – le ragazze hanno giocato benissimo, volevo dare a Egonu un ritmo diverso dopo il suo rientro.
Credo abbia avuto un problema al ginocchio dovuto allo stress da gioco, visto che avevamo giocato anche ieri. Busto gioca molto bene in questa stagione, è molto forte, si vede che hanno bel ritmo in campo, giocano con una grande atmosfera e difendono tanto, badano molto bene al sodo.
Giocano lontane dalla rete e dovevamo cercare altri colpi. Non era facile vincere.
Non è colpa nostra se il divario è ampio. Noi spingiamo in ogni allenamento.
Ci piace essere perfette e ci piace fare un volley anche complicato.
Tanto dipende da noi: se abbassiamo il ritmo le avversarie ci possono battere.
Il coach dice che non possiamo accontentarci”.

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