Venezia

Videoconferenza sindaci metropolitani/Brugnaro contrario allo stop alle industrie

Il sindaco di Venezia e della Città metropolitana di Venezia Luigi Brugnaro ha partecipato questa mattina a una video-conferenza con i sindaci delle altre città metropolitane d’Italia, organizzata dal presidente Anci Antonio De Caro.

“Sono sempre stato e resto filogovernativo e quindi sono d’accordo che l’attuale situazione di crisi legata all’emergenza Coronavirus sia gestita in maniera centralizzata – ha dichiarato – In primis dobbiamo fare in modo di pensare a dare risposte chiare e concrete per gestire l’aspetto sanitario.

Dobbiamo lavorare uniti e il sistema ospedaliero del Paese deve rispondere compatto tanto che, se dovesse essere necessario, lanceremo delle sottoscrizioni, perché possano arrivare alle Regioni del Sud delle risorse.

In questo momento siamo tutti in una situazione di totale emergenza, ma siamo a disposizione per fare in modo che anche negli ospedali del Meridione abbiano tutte le unità di protezione per affrontare un virus che ha dimostrato di camminare veloce”.

“Tutto questo, però, non può prescindere da un’attenzione particolare alla salvaguardia di tutto il mondo legato all’economia e al lavoro – ha aggiunto il primo cittadino – Abbiamo formalizzato al Governo, per il tramite del Prefetto di Venezia, una serie di manovre che noi riteniamo importanti, come l’ampliamento dei provvedimenti già presi per le zone rosse a tutta l’Italia.

Abbiamo chiesto che si proceda con l’assegnazione a tutti i settori della possibilità di accedere alla CIG in deroga, con la protezione salariale dei lavoratori, degli imprenditori, anche di quelli che non hanno alcun paracadute e si trovano senza stipendio soprattutto nel settore turistico dove non c’è assolutamente nulla. Ci sono persone ora, a casa, a zero reddito.

Le risorse adesso vanno destinate alle persone che lavorano. Abbiamo stilato anche un elenco di azioni che il Governo dovrebbe attuare immediatamente per sostenere lo sviluppo economico italiano.

Anche noi come Enti pubblici avremmo problemi importanti di tenuta dei bilanci dei comuni e delle società partecipate.
Per ora non è arrivato nulla dallo Stato.
Ci siamo organizzati per conto nostro”.

“Nel frattempo, però la classe dirigente del Paese deve restare in prima linea e pensare ai provvedimenti economici come se tutto fosse passato.

Perché il virus passerà e noi dobbiamo fare in modo che quando questo accadrà, speriamo il prima possibile, non ci troveremo nella condizione di avere un Paese con un sistema produttivo distrutto. Vengo da Confindustria, dal settore economico operativo, parlo da persona competente.

Non c’è nulla di partitico né di politico, sono filogovernativo fino in fondo.
Vi prego di credermi, non tiriamo la giacchetta al Governo mettendo pressione per far emettere provvedimenti che chiudano proprio tutto, altrimenti poi saranno problemi amari che l’Italia pagherà caro per i prossimi anni.

Non dobbiamo fermare la parte industriale e strutturale del Paese, le catene industriali e quelle artigiane. Come sindaci, viviamo in prima fila i problemi, nessuno ha certezze precise e ci prendiamo responsabilità incredibili.

Non interrompiamo le filiere industriali: è quanto sta dicendo anche Confindustria e dobbiamo ascoltare chi oggi ha la necessità di continuare a produrre per l’intero sistema produttivo del Paese”.

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