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Video/Venezia/Via libera alla realizzazione del Parco Fluviale del Marzenego

La Giunta comunale, riunitasi nei giorni scorsi in web conference, ha dato il via libera alla delibera di Consiglio comunale per l’approvazione definitiva della Variante n. 52 al Piano degli interventi con la definizione degli indirizzi per la realizzazione del Parco Fluviale del Marzenego.

“Con questa delibera – spiega la presidente della commissione urbanistica Lorenza Lavini – che il Consiglio comunale si troverà a discutere e che riguarda alcune controdeduzioni alla variante già approvata – sarà possibile completare il raccordo viario Brendole-Castellana, per portare a compimento la linea del sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr), che coprirà i collegamenti tra Venezia, Quarto d’Altino e Mestre-Treviso, nonché rendere più fluida la viabilità, grazie alla realizzazione di un collegamento tra la rotatoria Miranese e il parcheggio scambiatore di via Montagnola.

Inoltre, l’interesse pubblico dell’intervento proposto con la deliberazione sarà esteso anche alla creazione di un prolungamento del corridoio ecologico attraverso il centro di Mestre e fino alle sorgenti del fiume, in coerenza con il progetto di riqualificazione dell’Osellino approvato dal Consiglio comunale e già avviato dal Consorzio di Bonifiche Acque Risorgive”.

La variante, così come già approvata, riguarda anche il progetto di rigenerazione urbana dell’area dell’ex Ospedale Umberto I, che dovrà tener conto della riqualificazione del corso del Marzenego e nello specifico provvedere alla valorizzazione delle emergenze storiche e ambientali presenti in questo ambito, con particolare attenzione all’antico Ponte Romano.

“La delibera che presentiamo – spiega il sindaco – è un’innovazione a livello regionale. Partiremo da un primo tratto, per poi comprendere tutta l’asta del fiume e questo esempio dovrà essere portato avanti su tutti gli altri canali e fiumi che confluiscono sulla Laguna di Venezia, per arrivare al suo progressivo disinquinamento. L’idea di fondo è che le acque diventino un luogo a cui rivolgersi, un luogo che va poi gestito e organizzato. Vogliamo dimostrare che si può tutelare l’ambiente utilizzando i sistemi dell’ingegneria e della tecnica e anche con l’apporto dei privati”.

“Il Parco fluviale – continua Brugnaro – serve per recuperare la storia della città. Chiederemo che le nuove edificazioni si riapproprino dell’elemento acqua e rispettino l’ambiente, per cui tante aree verranno asservite al parco, con la collaborazione dei privati. Andremo poi a risolvere problemi legati alla viabilità, con lo snodo della Gazzera che verrà collegato con la tangenziale, grazie ai finanziamenti della Regione Veneto. Si aprirà infine una serie di ragionamenti coi privati in merito al disinquinamento delle acque, per cui il collegamento delle case alle fognature, ove siano presenti, e la verifica delle fosse biologiche adeguate alla pulizia delle acque dovrà valere lungo tutto l’intero fiume. Ci allarghiamo così a livello extra-urbano.

La sfida è come realizzare una rete ecologica all’interno della città: il Parco fluviale si basa sull’idea di connessione ambientale su un territorio molto vasto, non per niente sono coinvolti il Consorzio di Bonifica e la Città Metropolitana, perché non si può rimanere dentro a confini comunali. Si prevede una pianificazione su larga scala, introducendo a livello urbanistico i concetti di salvaguardia del bene pubblico, di miglioramento della qualità dell’acqua e di riduzione del rischio idraulico. In particolare la Città Metropolitana di Venezia contribuirà alla riqualificazione ambientale del Marzenego, con la realizzazione di percorsi ciclo-pedonali lungo l’intero corso d’acqua”.

“L’idea di fondo – aggiunge l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin – è che il fiume diventi il luogo urbano più importante della città, il Parco fluviale entrerà nella città. La delibera ad esempio contiene un’indicazione forte per l’area dell’Ex Umberto I: se prima gli edifici davano il retro verso il Marzenego, ora la prospettiva dovrà ribaltarsi. E ancora, appone un vincolo di tipo urbanistico su un’area agricola, demandando alla contrattazione con i privati la compensazione urbanistica, secondo quanto previsto dalla legge regionale: attraverso cessione di crediti edilizi o trasferimenti di cubatura riusciremo ad ottenere queste aree senza impegni di spesa per il Comune e senza coercizione. Infine sarà misurato l’aumento degli interventi ecologici in città, per poterne quantificare il miglioramento ambientale”.

“L’aspetto importante di questo intervento – conclude il sindaco – è che si tratta di un riscatto ambientale della città della terraferma, rispetto ad un passato in cui è cresciuta in fretta e spesso senza rispettare parametri a verde. Qui invece realizziamo un Parco fluviale che è anche un corridoio ecologico. E’ un progetto che si lega alla visione che ha quest’Amministrazione di Mestre, che deve diventare una città verde. L’obiettivo è di vedere realizzato, grazie a quanto previsto dal nuovo Regolamento edilizio, un sistema di forestazione della città, una nuova metodologia di costruzione promossa in tutto il mondo per costruire quartieri sempre più ecologici”.

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