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Video/Belluno, festa per i soccorritori dopo Vaia. Il grazie del Governatore Zaia

Ieri sera oltre mille i volontari della Protezione Civile e i soccorritori che sono arrivati alla Spes Arena di Belluno dove la Regione del Veneto ieri sera ha voluto rendere omaggio ai 4.000 uomini e donne volontari di Protezione Civile intervenuti in tutto il territorio veneto, ed in particolare nel bellunese, in occasione dell’ondata di maltempo di fine ottobre 2018.
“Non finirò mai di dire grazie a ciascuno di voi, dice il Presidente della Regione, siete la nostra forza, la parte più bella della nostra società come, ancora una volta, in occasione della terribile tempesta Vaia avete saputo dimostrare.
Una tragedia che ci ha profondamente toccato e ferito, che ha messo in ginocchio le nostre montagne dove 28mila ettari di bosco sono stati rasi al suolo.
Eppure, anche in questa occasione, tutti i volontari, in particolare quelli del Veneto, la mia regione dove una persona su cinque fa volontariato, hanno saputo intervenire, mostrando di rappresentare un vero valore sociale.
Siete sempre i primi ad arrivare sul teatro di qualsiasi emergenza e fondamentali per aiutare chi è in difficoltà a rialzarsi. Siete davvero la nostra forza”.
Nel bellunese per far fronte ll’emergenza sono accorsi soccorritori di 400 organizzazioni che hanno regalato 17.000 giornate/uomo di lavoro per aiutare e sostenere i territori e le popolazioni colpite.
“Ringrazio tutti quelli che sono intervenuti – continua il Presidente – ad iniziare dalle amministrazioni comunali, ai sindaci, a tutti voi che siete arrivati per primi e rimasti sul campo di battaglia, a tutti quelli che ci hanno aiutato, ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine e ai militari, ai tanti cittadini arrivati, alle colonne mobili giunte dalle altre Regioni, alla Protezione Civile nazionale e a tutti quelli che hanno voluto dare una mano”.
“La faremo rinascere questa montagna – chiude il Presidente del Veneto nel suo messaggio – perché questo è un impegno che ci siamo presi e porteremo avanti con tutte le nostre forze. È un impegno preso nei confronti dei veneti ma, in particolare, nei vostri confronti.
Perché pensare che l’enorme lavoro che avete fatto non abbia un seguito per far rinascere la montagna ferita davvero non avrebbe senso. Grazie ancora di cuore”.

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