Venezia

Venezia/Carenze di organico in Tribunale. Interrogazione al Ministro della Giustizia

Venezia – Oltre il 30% di scopertura tra i giudici, più del 40% nel personale amministrativo: numeri preoccupanti quelli del Tribunale di Venezia che hanno spinto i senatori di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, coordinatore veneto del partito, e Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia del Senato, a presentare un’interrogazione sul tema al Ministro della Giustizia.

“La situazione è ormai insostenibile; il Tribunale si trova sguarnito di quasi il 40 per cento dei propri giudici, numeri che rischiano di crescere ancora.
Ci sono magistrati in condizioni di salute che non consentono di svolgere in pieno le proprie funzioni; tre magistrate sono in astensione per maternità, preannunciando anche un periodo di astensione facoltativa, mentre un’altra giudice ha già comunicato il suo stato di maternità.

Parliamo di circa 20-21 magistrati che saranno assenti”, sottolineano i due senatori.
“Addirittura più drammatica è la scopertura del personale amministrativo che da tempo supera il 40 per cento, con punte di oltre il 70 per cento per il fondamentale ruolo dei funzionari giudiziari, destinata anche questa ad aumentare, visti i prossimi, imminenti pensionamenti”.

Quello di Venezia è il tribunale distrettuale più importante del Nordest, con sezioni specializzate, ma con 26 magistrati del pubblico ministero a fronte dei soli tre giudici nella sezione GIP/GUP; De Carlo e Balboni chiedono quindi al ministro Cartabia “se conosca e stia monitorando la realtà veneziana; quali iniziative intenda intraprendere per individuare misure efficaci per intervenire e porre rimedio alla situazione emergenziale che si è generata presso gli uffici giudiziari veneziani; se intenda dare impulso allo scorrimento delle graduatorie ancora aperte per il personale giudiziario e amministrativo”.

I due senatori FdI nella loro interrogazione lanciano anche un suggerimento al Ministero della Giustizia: “Fra le iniziative da assumere, può esserci anche il riconoscimento di Venezia come sede disagiata, con la proposta di incentivi al trasferimento del personale sia di magistratura che di cancelleria”.

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