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Veneto/Come vietare la caccia nel proprio terreno

L’1 febbraio scorso è stata pubblicata sul BUR del VENETO n.16-I la legge regionale n.2/2022 sul Piano Faunistico Venatorio Regionale 2022-2027.
Come specifica Andrea Zanoni del Pd, il Regolamento di Attuazione del Piano, che si trova allegato A della legge, prevede all’articolo 6 i criteri per vietare la caccia nei propri terreni.

CHI PUO’ FARE LA DOMANDA
I proprietari o conduttori di un fondo che intendano vietare sullo stesso la caccia devono inoltrare alla Regione Veneto una richiesta motivata che sarà esaminata e decisa entro il 31 luglio 2022.

QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA
A breve la Giunta Regionale approverà una delibera che definirà le modalità di queste domande, ognuno avrà tempo 60 giorni da quando sarà pubblicata sulla gazzetta ufficiale del Veneto (il BUR).

I CONTENUTI DELLA DOMANDA: TITOLI e RELAZIONE
La richiesta deve essere corredata dall’indicazione dei titoli di disponibilità del fondo (Atto notarile o contratto di affitto) e dei mappali dei terreni interessati.

La domanda deve contenere una relazione che può essere scritta direttamente da chi fa la domanda senza ricorrere ad un tecnico, che descrive, a seconda dei casi:

a) le colture agricole specializzate in atto al momento di presentazione della richiesta e quelle condotte nell’anno precedente;

b) le produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali, con la specificazione delle caratteristiche dei sistemi stessi;

c) le produzioni agricole con fini di ricerca scientifica, con la dettagliata descrizione del progetto, delle tecniche impiegate e degli strumenti utilizzati;

d) gli interessi economici, sociali o ambientali che si ritengono suscettibili di danno o di disturbo in guisa da costituire motivo di sottrazione del fondo.

Di norma (ma non sempre) se si ha un’azienda agricola si rientra in uno o più dei primi tre casi mentre se si è un privato o se ci sono attività quali agriturismo, turismo rurale, fattorie didattiche, fattorie sociali, si rientra nel quarto caso.

Nel caso di attività come agriturismo, turismo rurale, fattorie didattiche, fattorie sociali, progetti di natura ambientale e conservazionistica, è necessario dichiarare i riferimenti della relativa autorizzazione amministrativa in corso di validità e allegare documento attestante il programma delle attività di cui si prevede la realizzazione nel corso della stagione venatoria, per le quali l’attività venatoria è motivo di danno e disturbo.

LE GRADUATORIE
Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, la Regione forma una graduatoria delle richieste e ne comunica l’esito agli interessati.

Purtroppo, commenta Andrea Zanoni, la legge prevede che per questi terreni vietati alla caccia non si superi la percentuale dell’uno per cento della superfice regionale, perciò chi prima arriva meglio alloggia.
Su questo punto (e su molti altri) ho trasmesso un esposto al Governo perché ne valuti l’incostituzionalità.

PER CHI ENTRERA’ IN POSSESSO DI UN TERRENO DOPO LA SCADENZA DEI TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
Per agriturismi, fattorie didattiche e fattorie sociali si potrà procedere con la domanda di divieto di caccia annualmente.
I privati invece dovranno aspettare 5 anni!
Perciò meglio approfittare di questa finestra temporale di 60 giorni che partirà quando la Giunta Regionale pubblicherà una apposita delibera.

https://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/piano-faunistico-venatorio

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