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Veneto 100% sostenibile, efficiente, rinnovabile. Per una regione a energia rinnovabile e zero emissioni

Un Veneto completamente a energia rinnovabile e a zero emissioni di CO2 nel 2050? Si può fare.
A mostrare in quale modo è il report “Veneto 100% sostenibile, efficiente e rinnovabile” frutto del lavoro di un team di professori e ricercatori del Centro Studi di Economia e Tecnica dell’Energia “Levi Cases” dell’Università di Padova che, su iniziativa del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, ha analizzato e tracciato le traiettorie per raggiungere quel risultato intervenendo nei campi dell’edilizia, della mobilità, dei servizi pubblici e della produzione energetica.
Il report è stato presentato questa mattina a Padova.

Oltre ai professori che hanno coordinato lo studio – Alberto Bertucco, Paola Valbonesi e Arturo Lorenzoni – sono intervenuti il sottosegretario al Ministero Economia e Finanze Pier Paolo Baretta, il senatore Andrea Ferrazzi e i consiglieri regionali Stefano Fracasso e Andrea Zanoni.
“Veneto100%Sostenibile”. Il report parte da una sfida: quella di creare una regione completamente a energia rinnovabile e a zero emissioni di CO2 nel 2050.
A partire dall’analisi del presente, sono state quindi analizzate le traiettorie che possono portare a questo traguardo ed è stato creato un piano per combattere il riscaldamento globale e ridurre l’inquinamento atmosferico, creando al contempo nuova occupazione e generando futuro e prosperità. Le traiettorie individuate sono 3 (edilizia, trasporti, energie rinnovabili) per ciascuna delle quali sono stati fissati obiettivi e azioni da mettere in campo.
La casa di Greta. Oggi le case consumano il 30% di tutta l’energia del Veneto e oltre l’80% degli edifici residenziali sono stati costruiti dopo il 1945: sono dei “colabrodo energetici” al punto che le famiglie venete pagano la bolletta per consumi energetici più alta in Italia (in media 1592 euro l’anno rispetto a una media di poco superiore a 1300 euro).
Il riscaldamento è inoltre responsabile della produzione del 21% della CO2 emessa e del 64% delle polveri sottili prodotte.

L’obiettivo è di ridurre del 35% i consumi energetici degli edifici al 2050 e di efficientare almeno la metà degli edifici costruiti dopo il 1945 (circa 470.000): un investimento pari a circa 20 miliardi in 30 anni che possono essere recuperati al 65% dai cittadini tramite la detraibilità fiscale (in base alle norme attuali).
Tra le azioni da mettere in campo figurano quindi interventi di isolamento sull’involucro degli edifici, ampia diffusione delle pompe di calore per riscaldare e raffrescare, integrazione con solare termico e fotovoltaico, stabilizzazione ecobonus/conto termico e un fondo di garanzia per efficienza energetica presso Veneto Sviluppo.
Una nuova mobilità. I consumi energetici per il trasporto rappresentano il 29,7% del totale e di questi oltre il 90% è costituito da idrocarburi (benzina e diesel); la mobilità è responsabile dell’emissione del 28% della CO2 e del 14% delle polveri sottili. Il cambiamento in questo caso passa attraverso due linee evolutive: la sostituzione dei motori a combustione con quelli elettrici e
la diffusione della mobilità condivisa e collettiva.
Si stima, in particolare che i motori elettrici possano portare un incremento di efficienza di almeno il 60% e lo sviluppo della mobilità condivisa e pubblica una riduzione del 30% delle percorrenze singole. Insieme, queste misure possono consentire una diminuzione del 70% dei consumi di energia per trasporto. Tra le azioni da mettere in campo ci sono quindi misure per l’abbassamento dei prezzi dei veicoli elettrici e la diffusione delle infrastrutture di ricarica, lo sviluppo del trasporto pubblico locale (treni, autobus) e nuove politiche per la mobilità condivisa e intelligente.
La carica delle rinnovabili. Lo scenario “Veneto 100% sostenibile” prevede un sostanziale raddoppio del fabbisogno elettrico (al netto dei consumi industriali). Per rispondere a questa domanda sarà necessario ricorrere alle fonti rinnovabili e a farla da padrone sarà il fotovoltaico. In particolare servirà moltiplicare per 8 volte l’attuale potenza fotovoltaica installata, a parità di rendimento di conversione, con un incremento di 14,7 GW. Per farlo dovrà essere creato un grande polmone solare pari a circa 12.000 ettari di superficie (lo 0,65% del territorio regionale). Ai costi attuali la copertura del fabbisogno elettrico al 2050 comporterà un investimento complessivo di 20,1 miliardi di euro in 30 anni.
Proposte per Veneto100%Sostenibile
 Nuovo regolamento edilizio regionale per edifici a zero emissioni, revisione della legge 49/2019
 Legge regionale per la promozione delle comunità energetiche
 Programma fotovoltaico fuori tetto: zonizzazione di parcheggi, discariche, aree dismesse, aree di risulta
 Istituzione del fondo regionale per la transizione energetica: priorità riqualificazione energetica edifici
 Piano colonnine ricarica: 5000 colonnine pubbliche al 2050, adozione piani comunali infrastrutture di ricarica
 Programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2021/2028: priorità transizione energetica
 Spostamento 30% di viaggi da auto privata a mobilità condivisa/collettiva/dolce al 2050
 Frequenza 30’ per tutto il servizio ferroviario regionale. 10/15’ per area metropolitana Veneto centrale
 Integrazione ferro/gomma su trasporto pubblico locale. Biglietto unico regionale
 Finanziamento sharing mobility nei Piani Urbani Mobilità Sostenibile
 Istituzione Polo Solare Veneto: centro ricerca, l’innovazione, la formazione e il monitoraggio della transizione energetica
 Stabilizzazione delle detrazioni fiscali per riqualificazione energetica
www.veneto100x100sostenibile.it

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