Venezia

Vallone Moranzani/Riparte l’iter per l’interramento degli Elettrodotti Terna

E’ arrivata la comunicazione di avvio del procedimento del Ministero dello Sviluppo Economico e l’indizione della conferenza di servizi in forma semplificata, relativa all’autorizzazione, alla costruzione e all’esercizio degli interventi di “Razionalizzazione della Rete AT tra Malcontenta e Fusina”, con la quale Terna S.p.A. di fatto dà una prima attuazione agli impegni sottoscritti in data 21 gennaio 2019 con la Regione del Veneto nell’ambito del nuovo “Protocollo d’Intesa su interventi straordinari per la sicurezza del sistema elettrico e lo sviluppo del territorio”.

Tale protocollo indicava, tra gli altri interventi, anche la realizzazione del più ampio progetto di razionalizzazione della rete Venezia – Padova, tramite il riassetto tra le stazioni di Camin, Dolo, Malcontenta e Fusina.

Il progetto presentato da Terna riguarda la realizzazione dello stralcio funzionale dell’area Malcontenta-Fusina, più volte sollecitato dalla Regione, e prevede la rimozione delle linee aeree presenti nell’area e la loro sostituzione con un totale di 1,4 km di elettrodotto aereo e di 24 km di elettrodotto in cavo interrato.
Con l’avvio del procedimento, ci sono quindi finalmente date certe per la contestuale demolizione dei 24 tralicci che interessano sia il Vallone Moranzani sia l’abitato di Malcontenta e l’area del porto “Venice Ro – Ro”.

“Grande soddisfazione poter dare questo annuncio con il quale dimostriamo di mantenere un importante impegno preso dalla Regione con il territorio – sottolinea l’assessore allo sviluppo economico ed energia Roberto Marcato – si tratta, infatti, dell’avvio del primo tra gli interventi inseriti nel Protocollo d’Intesa.
Un protocollo che ha come obiettivo facilitare lo sviluppo efficiente delle infrastrutture per la produzione e la trasmissione dell’energia elettrica, sostenibile dal punto di vista ambientale, anche mediante la risoluzione di alcune rilevanti criticità, nonché di favorire il rilancio economico e sociale delle aree interessate”.

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