Friuli Venezia Giulia

Uv-c contro il virus: il Friuli Vg li chiederà a Roma

Trieste – Qualche settimana fa avevamo dedicato un paio di articoli ai sanificatori dell’aria che si basano sui raggi Uv-C, una tecnologia rodata, nota e soprattutto efficace contro batteri e… virus.
Ci chiedevamo perchè non si stessero diffondendo a macchia d’olio, soprattutto nei locali pubblici, nelle scuole, nei luoghi in cui le persone si radunano.
Ora sembra essersi accorta dell’esistenza degli Uv-C anche la politica.

La notizia arriva da Trieste: “In questa fase dell’emergenza sanitaria, è fondamentale che le attività che si svolgono in presenza siano ospitate in ambienti sicuri.

Per questo la Regione si attiverà con lo Stato perché venga redatto un piano di sanificazione delle scuole che tenga conto anche dell’utilizzo di sanificatori dell’aria basati su raggi UV-C a camera chiusa, ovviamente considerando i pareri scientifici sull’efficacia e la sicurezza in materia, e valuterà la loro fornitura a scuole e altri ambienti”.

Lo afferma in una nota la consigliera regionale di FI, Mara Piccin, prima firmataria dell’ordine di un ordine del giorno sui sanificatori d’aria nelle scuole e in altri ambienti chiusi, approvato dalla Giunta Fedriga al termine della seduta d’Aula della scorsa settimana.

“Sulla base delle misure di sanificazione e igienizzazione indicate per le scuole – osserva la forzista, non esiste alcun obbligo di impiego di dispositivi di sanificazione dell’aria a raggi UV-C o a ozono, già adottati in alcuni istituti in varie zone d’Italia e disponibili in numerosi modelli sul mercato.

Nonostante alcune indicazioni tendano a sottolineare soltanto gli aspetti potenzialmente dannosi di alcune apparecchiature di questa fattispecie, in particolare legati all’esposizione diretta ai raggi UV-C, esistono sul mercato dispositivi di sanificazione dell’aria la cui sicurezza è certificata e che non espongono direttamente ai raggi le persone che si trovano nello stesso ambiente, in quanto sono a camera chiusa, ovvero i raggi ultravioletti restano confinati nella cella di flusso dell’apparecchio”.

“Inoltre, sono in corso studi approfonditi – aggiunge la consigliera – che prendono in considerazione la validità della tecnologia UV-C per la sanificazione dell’aria: è stato confermato come, in determinate condizioni, l’utilizzo di questi dispositivi in spazi chiusi possa ridurre approssimativamente a zero i rischi di infezioni causate da agenti tra i quali i virus, il che rappresenterebbe un notevole contributo al contenimento dei contagi”.

“Grazie al nostro ordine del giorno, la Giunta si attiverà per valutare con lo Stato l’utilizzo e la fornitura di queste apparecchiature. Il miglior mezzo per contrastare il Coronavirus resta la prevenzione per mezzo di mascherine, igienizzazione personale e distanziamento sociale – ricorda la Piccin -. Se a questi uniremo un’efficace e costante sanificazione degli ambienti anche grazie alla tecnologia, faremo un passo avanti verso il contenimento dei contagi”.

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