Venezia

Unionmare Veneto spinge affinché il materiale legnoso portato sulle spiagge dalle mareggiate venga considerato biomassa

“Il materiale legnoso portato sulle nostre spiagge dalle mareggiate sia considerato biomassa e non rifiuto speciale. Solo così sarà possibile intervenire lungo la costa senza dovere sostenere costi ingenti”.

Dopo la prima mareggiata, che ha riempito le spiagge del Veneto di molti rifiuti (tra ramaglie, tronchi e rami di varie dimensioni), il presidente di Unionmare, Alessandro Berton, torna su un tema molto dibattuto e che è stato al centro di una Proposta di Legge (da parte della parlamentare sandonatese, Giorgia Andreuzza) già approvata dalla Camera, ma ferma in Senato.

“Ad ogni mareggiata, spiega ancora Berton, le nostre spiagge si riempiono di ramaglie e materiale ferroso, portati dalle stesse mareggiate o da altre cause naturali; così è già accaduto la scorsa settimana con la prima mareggiata.

I costi per il loro smaltimento sono ingenti, perché ad oggi vengono considerati rifiuti speciali.

La classificazione di questo materiale è uno di quei problemi che da tempo assillano i concessionari in merito alla pulizia delle battigie: troppo spesso siamo alle prese con lo smaltimento di materiale legnoso naturale, arbusti o piante trascinate dai fiumi e provenienti dalle montagne.

Questo materiale naturale non sarebbe più un rifiuto da smaltire ma diventerebbe una risorsa per produrre energia pulita.

Diventando biomassa per loro ci sarebbe la possibilità di riutilizzo con un considerevole risparmio di costi di gestione per i Comuni costieri e si avvierebbe un processo virtuoso poiché si genererebbe energia pulita”.

Da qui la richiesta di Unionmare Veneto affinchè quanto recuperato sulle spiagge non sia più considerato come rifiuto. “Soprattutto in tempi come questi – conclude Berton – dove le risorse economiche sono ai minimi termini. Mi auguro che tutte le istituzioni, sappiano fare squadra per cambiare quanto prima lo stato attuale delle cose”.

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