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Unesco/Venezia se la cava

I vertici dell’Unesco, riunitisi oggi a Baku in Azerbaijan, hanno deciso che il capoluogo veneto non deve entrare nella black list che spesso è stato il primo passo verso l’esclusione delle località che ci sono finite, dalla lista dei siti patrimono dell’Umanità.

Per il sindaco di Venezia, il segno che sono stati riconosciuti gli sforzi fatti per salvaguardare Venezia, ed anche il monito a non cercare più alibi per la questione Grandi navi.
Ecco la dichiarazione rilasciata poco fa da Luigi Brugnaro.

“La comunità internazionale dell’Unesco ha riconosciuto gli sforzi che la Città di Venezia, facendo sistema con la Regione Veneto, sta mettendo in atto per la salvaguardia del sito. Dal 2015 a oggi, con questa Amministrazione, sono stati fatti importanti passi in avanti. Nello specifico, nel documento adottato dal Comitato del Patrimonio Mondiale, si è definita positivamente con un ‘welcome’ la soluzione sulle navi da crociera per raggiungere la Stazione Marittima senza passare più per il Bacino di San Marco e il canale della Giudecca ma attraverso la bocca di porto di Malamocco e il Vittorio Emanuele, facendo accostare a Marghera (canale nord – lato nord, zona Vega) quelle più grandi, salvaguardando così l’industria crocieristica”.

“È proprio quel progetto che abbiamo illustrato all’Unesco nella sede di Parigi ancora nel gennaio 2017. Oggi il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli deve prendere atto che dall’Unesco arriva un chiaro segnale su come procedere. Già da subito il 10/15% delle navi può passare attraverso il Vittorio Emanuele, che è la soluzione più rapida e urgente, senza pregiudicare alternative a più lungo termine. Ora il Comitato del Patrimonio mondiale ha chiesto non solo di avere il progetto dettagliato, ma soprattutto la tempistica di avvio lavori. Una road map già specificata nel piano sviluppato da VTP, società partecipata dalla Regione Veneto, che consentirebbe in poco più di un anno di eliminare il traffico dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca; un progetto completamente finanziato, senza oneri per il pubblico erario”.

“Adesso dobbiamo impegnarci tutti perché, alla scadenza fissata di febbraio 2020, il Comitato del Patrimonio Mondiale possa constatare un reale avanzamento delle azioni virtuose per la protezione del sito. Come Amministrazione sicuramente continueremo a fare la nostra parte, speriamo, finalmente, che il ministro Toninelli capisca che la soluzione condivisa da Comune di Venezia, Città metropolitana e Regione Veneto, e che ha ricevuto il placet di Unesco, risulti essere anche la migliore per dare risposte rapide alle legittime richieste di una città che non vuole più vedere grandi navi passare nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca”.

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