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Una banca popolare: va in scena il sistema bancario veneto

Dopo il debutto in prima nazionale sul palcoscenico del Teatro di Goldoni di Venezia, Una banca popolare, la nuova produzione dello Stabile del Veneto arriva al Verdi di Padova dall’8 al 12 gennaio 2020. Lo spettacolo scritto da Romolo Bugaro, diretto dal noto regista cinematografico Alessandro Rossetto e realizzato in collaborazione con Jolefilm, porta in scena una profonda riflessione sullo tsunami che ha investito famiglie e aziende che hanno perso ogni risparmio nel buco nero del crack delle popolari. Un colpo molto duro per l’identità collettiva del Veneto, che con il fallimento di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza, ha visto dissolversi due dei suoi più importanti istituti di credito.

Mentre questa ferita è ancora aperta per il territorio, il Teatro Stabile del Veneto ha scelto di organizzare mercoledì 8 gennaio ore 18.00 al Teatro Maddalene di Padova l’incontro “Testimonianza prima di Una banca popolare”. Un momento di confronto e dibattito aperto pubblico, che precede lo spettacolo e che prende spunto dal testo di Romolo Bugaro, per interrogarsi su come il mondo della cultura ha reagito e reagisce alla crisi del sistema bancario. Insieme all’autore ci saranno il giornalista de “Il Gazzettino” Ario Gervasutti e Luigi Ugone, Presidente Associazione “Noi che credevamo”.

Lo spettacolo

Il testo affronta la vicenda da un punto di vista inedito, non sono infatti le vittime, la numerosa schiera di famiglie e aziende devastate dal tracollo delle banche, ma gli artefici stessi del disastro ad essere protagonisti dello spettacolo. Sulla scena interamente ambientata sul terrazzo di una villa nel contesto di una serata di gala, gli attori Mirko Artuso, Valerio Mazzucato, Diego Ribon, Fabio Sartor, Davide Sportelli, Sandra Toffolatti e Riccardo Gamba, interpretano i banchieri e la cerchia di notabili, professionisti e imprenditori che, fino all’ultimo giorno, hanno fatto affari con le banche ormai al collasso.

Attraverso una trama inventata Bugaro che, oltre a essere uno degli scrittori che nell’ultimo ventennio hanno meglio raccontato il Nordest, è anche un avvocato che conosce da vicino, per lavoro, le traiettorie di ascese e fallimenti nella nostra società, dà vita a una vicenda fin troppo reale affrontando aspetti abitualmente in ombra nelle cronache degli eventi: da una parte i caratteri dei protagonisti del tracollo, e dall’altra il sistema di alleanze e connivenze intorno al loro sistema di potere.

D’altra parte in campo non ci sono solo vittime e carnefici, ma la regia si interroga sulle responsabilità collettive dell’intera comunità: il monologo finale del protagonista Gianfranco Carrer – in scena Fabio Sartor – presidente dell’ormai fallita Banca Popolare del Nordest ed ex potente caduto in disgrazia è, infatti, la voce di un uomo rabbioso e distrutto che, non accettando di essere considerato l’ultimo colpevole, chiama in causa ognuno di noi.

La scenografia audiovisiva e la collaborazione con Jolefilm

La presenza degli attori in scena si intreccia con una folla muta di comparse, gli invitati alla festa, la cui immagine in movimento è solamente proiettata sullo sfondo. Le immagini audiovisive, realizzate da Jolefilm, costituiscono gran parte della scenografia dello spettacolo che troverà vita anche sul grande schermo in un film prodotto dalla stessa casa cinematografica e che coinvolgerà il medesimo cast di protagonisti. Con Una banca popolare Rossetto, infatti, ha voluto dare seguito alla felice collaborazione iniziata con Effetto domino (Jolefilm), il film tratto dall’omonimo romanzo di Bugaro (Marsilio 2019) e presentato alla 76^ Mostra del Cinema di Venezia.

Teatro Verdi | Padova

Mercoledì 8 Gennaio ore 20:45
Giovedì 9 Gennaio ore 16:00; ore 20:45
Venerdì 10 Gennaio ore 20:45 – Incontro con gli artisti nel Foyer del Teatro Verdi alle 17.00
Sabato 11 Gennaio ore 20:45
Domenica 12 Gennaio ore 16:00

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