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l'auto oggetto di truffa

Truffe on line/Gabbato e pure preso in giro

Glielo hanno persino detto in faccia, per telefono, senza alcun pudore: “Adesso ti sei accorto che ti abbiamo fregato!”.
Altra truffa di un’auto “acquistata” con un assegno circolare falso.
Questa volta la disavventura è capitata a un rodigino quarantunenne di Porto Viro, rivoltosi a Studio 3A-Valore S.p.A. per farsi assistere.

Il malcapitato il mese scorso ha pubblicato su Internet l’annuncio che intendeva vendere la sua Opel Corsa di colore blu metallizzato.
La mattina del 15 dicembre 2019 è stato quindi contattato sul numero di cellulare che aveva lasciato da un sedicente compratore interessato all’acquisto, un tizio con il chiaro accento dell’Est che infatti si sarebbe poi rivelato di nazionalità rumena: G. C., queste le sue iniziali, 31 anni, nato a Timisoara e residente a Codigoro, in provincia di Ferrara.
I due si sono incontrati quello stesso pomeriggio, a Loreo, in casa del suocero del quarantunenne, hanno trattato e pattuito la cifra, duemila euro, e si sono dati appuntamento per il 17 dicembre presso un’agenzia di pratiche automobilistiche di Adria.

Il venditore non ha nutrito sospetti particolari, anche quando, in agenzia, si è presentata in realtà un’altra persona, un italiano, M. R., 41 anni, anche lui di Codigoro, che si è qualificato come socio del rumeno: gli avevano infatti fornito tutti quanti i documenti d’identità, alla luce del sole.
Sull’acquirente aveva anche effettuato una visura camerale da cui risultava intestatario di un’impresa individuale di commercio di auto.
E, soprattutto, gli era stato consegnato, come concordato, un assegno circolare di duemila euro.
Dunque, concluse le operazioni per il passaggio di proprietà, il “complice” si è preso la macchina e se n’è andato.

A fare l’amara scoperta è stata l’indomani, 18 dicembre, la moglie del rodigino, la quale, recatasi in banca a porto Viro per versare l’assegno, si è sentita rispondere dal direttore della filiale che si trattava di carta straccia: un titolo di credito falso e non pagabile.
Il quarantunenne, per chiedere spiegazioni, ha subito telefonato al rumeno, che gli aveva lasciato tranquillamente anche il numero di cellulare, e dopo svariati tentativi, anche per il tramite di un utenza diversa dalla sua, è finalmente riuscito ad ottenere una risposta, ma di quelle shock: “Adesso ti sei accorto che ti ho fregato” si è sentito ripetere dall’altro capo della linea, prima che la comunicazione si interrompesse.

Al truffato non è così rimasto che sporgere denuncia presso la stazione dei carabinieri di Loreo portando tutta quanta la documentazione in suo possesso e rivolgersi, per farsi aiutare nella non facile impresa di recuperare almeno l’auto, a Studio-3A Valore Spa, attraverso l’Area manager Riccardo Vizzi.
La società, specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, con l’occasione mette in guardia tutti gli automobilisti invitandoli a prestare molta attenzione all’atto di compravendita delle vetture, uno dei canali privilegiati delle bande di truffatori senza scrupoli.

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