Veneto

Troppi incidenti in A4/La Fondazione Think Tank Nord Est chiede un tavolo di confronto

La situazione della A4, nella tratta San Donà di Piave – Portogruaro, è diventata ormai insostenibile.
Lunedì è stata una delle giornate peggiori, con tre chiusure determinate da altrettanti incidenti.
Con una frequenza sempre più preoccupante, lungo l’arteria infrastrutturale si verificano gravi sinistri (spesso mortali), che comportano lunghe code, chiusure dell’autostrada, intasamento della viabilità ordinaria, ritardi, disagi, inquinamento.


Con l’inizio della stagione estiva, l’emergenza è destinata a peggiorare, perché alle lunghe file di camion si aggiungeranno auto e camper dei vacanzieri diretti verso le località di villeggiatura dell’Alto Adriatico.
La Fondazione Think Tank Nord Est, dal 2015 ad oggi, ha realizzato studi e organizzato momenti di confronto, riunendo tutti gli stakeholder del territorio per chiedere a gran voce Terza Corsia e Casello di Bibione.
Tuttavia, alle promesse non sono seguiti i fatti ed oggi il Veneto Orientale rimane il territorio più pericoloso di tutto il Nordest, dal punto di vista autostradale.


Eppure, si tratta di un’area che, prima della pandemia, metteva insieme ben 23 milioni di presenze turistiche, circa un terzo di quelle di tutto il Veneto.
Secondo la Fondazione, la situazione della A4 rappresenta anche un danno di immagine per l’economia turistica delle spiagge dell’Alto Adriatico: i continui incidenti potrebbero infatti allontanare una parte dei turisti.
Di fronte ai danni causati ormai quotidianamente ed allo stillicidio di morti e feriti è quindi giunto il momento di una forte assunzione di responsabilità, al fine di arrivare il più presto possibile ad una decisione fondamentale per il futuro del territorio.


“Ci chiediamo cosa debba ancora succedere perché Autovie Venete cambi il proprio ordine di priorità relativamente ai prossimi interventi da realizzare – commenta Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – perché è ormai evidente che si debba procedere con urgenza al completamento della Terza Corsia.
Per quanto riguarda i caselli, Lisert a parte, la vera urgenza è la realizzazione dello svincolo di Bibione, di cui beneficerebbe anche quello di Portogruaro, frequentemente bloccato nelle vie di adduzione.
Pensare ad altri interventi (come il rifacimento dei caselli di San Stino di Livenza e Noventa-San Donà di Piave) significa ignorare le reali emergenze del territorio.

In una situazione così grave – conclude Ferrarelli – non ci accontentiamo di promesse o di nuovi annunci, ma chiediamo che venga convocato al più presto un tavolo di confronto tra Regione Veneto, Autovie Venete, Comuni e categorie del territorio per definire con certezza il piano dei prossimi interventi.”

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