Treviso

Treviso/Scoperti 9 stranieri residenti all’estero che hanno indebitamente incassato sussidi italiani per 130 mila euro

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno scoperto 9 cittadini stranieri che continuavano a percepire dallo Stato italiano l’assegno sociale anche se erano in realtà rientrati nei paesi d’origine.

La scoperta, da un ampio monitoraggio dei dati forniti dall’Inps.
Il sussidio, introdotto nel 1995 in sostituzione della pensione sociale, è una delle principali prestazioni assistenziali previste nel nostro Paese e viene erogato, a domanda, a coloro che versano in condizioni economiche disagiate, prescindendo dalla circostanza che essi abbiano versato contributi previdenziali.
L’importo è di circa 460 € al mese, per tredici mensilità.

I percettori, oltre ad avere un’età superiore ai 67 anni, devono essere residenti in maniera effettiva, stabile e continuativa da almeno dieci anni nel territorio nazionale.
Sono inoltre tenuti a comunicare all’INPS i periodi di soggiorno all’estero superiori a 30 giorni, poiché l’assenza dal territorio nazionale comporta la sospensione dell’erogazione; nel caso in cui si lasci il Paese per un lasso temporale superiore a un anno, il beneficio viene revocato.

Tra gli stranieri da tempo rientrati in patria ma che incassavano ancora l’assegno, un argentino tornato nel proprio paese d’origine nel 2016 senza fare più rientro in Italia, tanto da essere dichiarato irreperibile nel 2019: nell’ultimo quinquennio, ha percepito indebitamente circa 27 mila euro.

Un marocchino, cancellato dall’anagrafe dei residenti del Comune di Mogliano, ha invece continuato ad attestare, nelle domande indirizzate all’Inps, di risiedere presso l’abitazione di una donna dalla quale risulta legalmente separato.

Incassava indebitamente il beneficio dal 2018 anche un algerino dichiaratosi residente in un appartamento della “Tower House” di via Pisa a Treviso, in cui invece soggiorna un nucleo familiare diverso, risultato completamente estraneo.

Due albanesi, due marocchine e una dominicana, nonostante fossero tornate da anni nei rispettivi paesi d’origine, hanno continuato anche loro a percepire ininterrottamente il sussidio fino al mese di agosto 2021.
Attraverso il controllo dei passaporti, è stato possibile ricostruire come alcune di esse abbiano fatto rientro in Italia, solo per brevi periodi, per far visita ai parenti, presso i quali avevano stabilito solo formalmente la residenza, e ritirare le somme accreditate.

I nove cittadini stranieri sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Treviso per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, reato che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni, e segnalati all’INPS per l’avvio delle procedure di sospensione delle erogazioni e il recupero delle somme indebitamente percepite, quantificate in circa 130 mila euro.

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