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Treviso musei/Mercoledì prossimo “A cosa serve la storia dell’arte”

Mercoledì 10 marzo, alle 17.30, in diretta streaming sulla pagina facebook dei Musei Civici di Treviso si svolgerà la conferenza “A cosa serve la storia dell’arte” del noto critico d’arte Luca Nannipieri, in un dialogo a tu per tu con il manager Paola Bonifacio.
A cosa serve la storia dell’arte?
Perché si conservano i manufatti e le opere?
Cosa muove le comunità e i popoli quando preservano o distruggono i simboli e le testimonianze ricevuti dal passato?
Questi e altri interrogativi affrontati nel libro verranno discussi durante l’incontro.

Nel libro “A cosa serve la storia dell’arte” (Skira, pp. 217, 19 euro, foto Luigi Polito), approfondendo il rapporto tra patrimonio storico-artistico, persona e comunità, Luca Nannipieri riflette sulla responsabilità sociale dello storico e del critico d’arte, mettendo a confronto il suo pensiero non solo con i fondatori o punti di riferimento della disciplina, da Johann Joachim Winckelmann ad Arnold Hauser, da Alois Riegl a Erwin Panofsky, da Max Dvořák, Bernard Berenson e Heinrich Wölfflin, ma anche con gli storici direttori di alcuni dei più autorevoli musei italiani ed europei, come Palma Bucarelli, Franco Russoli, Ettore Modigliani e Fernanda Wittgens, così come con figure, come il soprintendente Pasquale Rotondi, che sono rimaste nella storia per i capolavori che hanno salvato dalle distruzioni e dalle guerre. Un libro, dunque, di teoria dell’arte e di militanza.

Luca Nannipieri, noto critico e storico dell’arte, ha pubblicato con Skira i libri “Capolavori rubati” (2019) e “Raffaello” (2020); dalla rubrica televisiva su RaiUno, “SOS Patrimonio artistico”, Rai Libri ha pubblicato il volume “Bellissima Italia. Splendori e miserie del patrimonio artistico nazionale”.

Tra gli altri suoi libri, ricordiamo quelli allegati al quotidiano Il Giornale, come “L’arte del terrore. Tutti i segreti del contrabbando internazionale di reperti archeologici”, “Vendiamo il Colosseo. Perché privatizzare il patrimonio artistico è il solo modo di salvarlo”, “Il soviet dell’arte italiana. Perché abbiamo il patrimonio artistico più statalizzato e meno valorizzato d’Europa”.
Dirige Casa Nannipieri Arte, curando mostre e conferenze, da Giacomo Balla a Keith Haring.

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