Home -> Treviso -> Treviso/La Corte d’Appello conferma la responsabilità dell’aereo Ryanair che danneggiò il tetto di una casa
Guido Favaro e Roberto Simioni

Treviso/La Corte d’Appello conferma la responsabilità dell’aereo Ryanair che danneggiò il tetto di una casa

Treviso – Il volo Ryanair FR 6053 del 27 agosto 2009, proveniente da Charleroi e diretto a Treviso non rispettò il piano di volo.
È quanto si legge nella sentenza di Appello del Tribunale di Venezia in relazione alla vicenda della famiglia che si vide scoperchiare parte del tetto di casa dal passaggio di un aereo dalla celebre low-cost irlandese in fase di atterraggio.

Il caso di Guido Favaro, di Quinto di Treviso, la cui casa è tra le molte situate lungo la linea di atterraggio dell’aeroporto Canova, farà di sicuro giurisprudenza, dato che la sentenza di secondo grado ha confermato l’esito pronunciato già nel 2017: fu il passaggio ravvicinato dell’aeromobile a causare il danneggiamento dell’abitazione.
Quindi il ricorso presentato da Ryanair è stato respinto.

“Questo è un Paese – sottolinea invece Guido Favaro – che ha l’abitudine di lasciare solo il cittadino. Infatti se non avessi chiesto soccorso al gruppo di Obiettivo Risarcimento difficilmente sarebbe emersa la verità”.

A questo punto della vicenda è anche interessante capire a che altezza volava sulla casa della famiglia Favaro il velivolo Ryanair.
La sentenza di secondo grado riporta un passaggio della Consulenza Tecnica d’Ufficio che evidenzia che “nel momento del sorvolo del fabbricato ‘l’aeromobile si trovava alla quota di circa (…) 76,5 m dal piano di campagna e quindi circa 70 m dal tetto del fabbricato’ mentre secondo quanto affermato da Ryanair l’altitudine in quel momento era di circa 115,8 m”.

“Ne emerge – si legge nella sentenza – che, nel caso di specie, vi è stato uno scostamento – da parte dell’aereo Ryanair – dal piano di volo, che avrebbe dovuto rispettare”.

Ora Ryanair dovrà rifondere alla famiglia trevigiana anche le spese del giudizio di secondo grado per circa 8500 euro.
Il vettore aveva già dovuto versare, in primo grado, circa 25mila euro.
Una bazzecola rispetto ai bilanci del vettore ma un traguardo molto rilevante per il pensionato Guido Favaro.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*