Veneto

Tra venerdì e sabato tempesta sciroccale sul NordEst. Allerta Rossa per bacino Piave Pedemontano

Nel bollettino meteo emesso dall’Arpav, in primo piano un avviso di criticità: “tra venerdì e sabato è previsto un intenso episodio sciroccale con precipitazioni estese e persistenti su zone montane e pedemontane, anche molto abbondanti specie su Prealpi e Dolomiti meridionali.
Venti a tratti forti in quota e lungo la costa
”.

L’Arpav conferma le previsioni e nell’allerta aggiunge che “La fase più intensa delle precipitazioni è attesa tra il pomeriggio/sera di
domani e la prima parte di sabato. Nel pomeriggio-sera di sabato le precipitazioni tenderanno a diradarsi
.

Lo Stato di Allarme (allerta rossa) per criticità idrogeologica è dichiarato sul
bacino Piave Pedemontano, dove è dichiarato anche lo Stato di Preallarme (allerta arancione) per criticità idraulica sulla rete princip
ale.

Confermato dunque l’arrivo di una tempesta sciroccale.

Ci sono tutti gli scenari perché si manifesti una seconda tempesta Vaia ma in misura meno intensa.

Come annunciato da Marco Rabito su “Meteo in Veneto”, “L’impulso perturbato porterà piogge abbondanti ma sarà da prestare massima attenzione ai venti in corrispondenza del transito del Fronte Freddo atteso verso metà giornata di sabato 3 ottobre.

Come spesso accade con le tempeste sciroccali, saranno la fascia costiera e il comparto montano a patire le maggiori conseguenze.

Si tratterà di un’evoluzione abbastanza rapida, ma che potrebbe produrre delle criticità per l’intensità delle raffiche, che si infileranno in quelle valli in cui si infileranno i flussi provenienti da sud.

In primo piano non va altresì sottovalutato l’elevato rischio di mareggiate sulla fascia costiera dell’alto Adriatico tra Veneto e Friuli.

Al momento non è ancora possibile stimare l’intensità delle raffiche con sufficiente approssimazione, ma la modellistica propone scenari con picchi anche ben superiori ai 100 km/h in quota.

Il limite della neve, stante le miti correnti in arrivo, si collocherà mediamente sui 2600/2800 metri di quota, con variazioni tendenti al ribasso, anche a seconda dell’intensità delle precipitazioni: (a quote più basse nelle vallate dolomitiche meno esposte alle correnti sciroccali).

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