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Tentato suicidio sventato dai carabinieri di Portogruaro

Nella tarda mattinata di domenica scorsa, i carabinieri di Portogruaro venivano avvisati della presenza di un uomo che passeggiava inspiegabilmente sul tetto dell’ospedale locale.
L’uomo, che aveva un telefono in mano, sembrava discutere animatamente con qualcuno.
Di sicuro era in una posizione pericolosissima, dato che aveva scavalcato il parapetto di sicurezza e camminava sul piccolo cornicione.

Tuttavia, all’arrivo della Gazzella del Radiomobile, l’individuo era sceso dalle scale antincendio, allontanandosi a bordo di una Fiat Punto, notato solo da alcuni passanti.

Attraverso la targa rilevata dalle telecamere dell’ospedale, i militari riuscivano a risalire al proprietario della Punto: il padre del reale utilizzatore, un giovane di 30 anni domiciliato a Portogruaro.
Secondo il papà, il figlio era in ferie in montagna e irragiungibile al cellulare.

Tutt’altro che convinti, i militari si recavano a quel punto a casa del giovane, trovando le imposte chiuse e senza ricevere alcuna risposta dall’interno.
C’era invece l’auto ancora calda e dall’interno i carabinieri sentivano provenire dei rumori, forse dei lamenti.

Avvisati i pompieri, la pattuglia risuciva anche a trovare sotto il classico zerbino, sia le chiavi dell’auto che di casa, decidendo di entrare.
Scelta provvidenziale, visto che il giovane era disteso ed esanime in camera da letto, con al fianco una bombola di gas aperta.

Il ragazzo non respirava già più e i militari hanno iniziato le manovre di rianimazione subito dopo proseguite dai sanitari intervenuti con l’ambulanza.

Ora il ragazzo è ricoverato in ospedale, ma per fortuna non corre pericolo di vita.
Sembra avesse deciso di farla finita dopo la conclusione di una contrastata storia sentimentale.

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