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Tennis/Gianluigi Quinzi: un finale di stagione per risalire la classifica

C’erano tutte le premesse perché il 2019 potesse essere l’anno della consacrazione, e invece Gianluigi Quinzi ha disatteso tutte le aspettative, finendo nel vortice di una crisi che sembra non avere mostrare ancora il suo termine naturale. Il periodo del tennista azzurro è probabilmente uno dei più complicati di tutta la sua carriera. Infatti, Squinzi ha dovuto fare i conti con una rapidissima e importante discesa in classifica, perdendo tantissime posizioni fino ad arrivare più in basso della numero 250.

Quinzi e il percorso fino al termine del 2018
Il 2018, invece, era stato un anno particolarmente positivo per il tennista azzurro, che pareva finalmente aver trovato la quadra, soprattutto dal punto di vista mentale, per riuscire a collocarsi nel ranking tra la posizione numero 100 e la 200. Invece, nulla di tutto ciò è avvenuto, visto che la caduta libera in cui è finito Gianluigi pare non volersi arrestare.

Eppure, Gianluigi ha avuto l’umiltà di ripartire dai Futures per cercare di ritrovare il suo tennis. La fiducia e la condizione migliorano notevolmente durante i primi mesi del 2018, dove non a caso mette a segno una vittoria a livello Challenger, nel torneo di Francavilla. Il fatto di prendere parte alle qualificazioni degli Us Open, però, doveva essere sicuramente un bel punto di partenza, anche in virtù del fatto che non è facile arrivarci quando si è numero 335 al mondo. Inoltre, la vittoria nella Serie A1, con il team del Circolo Canottieri Aniene, è valso un’altra soddisfazione di un 2018 che rimane comunque da ricordare.

Le difficoltà di un 2019 da dimenticare
In vista del finale di stagione che prevede avvincenti Coppa Davis e tornei asiatici, Quinzi sarà impegnato per risalire una classifica che l’ha visto scivolare molto in basso negli ultimi mesi. Tutto è partito dall’inizio dell’anno, quando Quinzi ha provato a qualificarsi a Pune e a Melbourne, ma in entrambi i casi non raccoglie risultati positivi, nonostante comunque le sue prestazioni siano state discrete. I Challenger in Italia non sono da buttare via, anche se il fatto di essere stato sconfitto, e in modo netto, contro Jannik Sinner a Bergamo non poteva non lasciare qualche strascico. Qui cominciano le prime delusioni e le problematiche che lo portano in un tunnel da cui non è ancora riuscito ad emergere. La trasferta negli Usa è stata emblematica del momento no di Gianluigi, dal momento che finisce fuori da tutti e tre i tornei che ha disputato al primo turno, senza nemmeno conquistare un set e non mettendo in cascina nemmeno un punticino Atp.

La situazione non migliora affatto con i tornei di Barletta e Francavilla. In particolar modo, in questa seconda competizione arriva da campione uscente e aveva il compito di proteggere i suoi 80 punti che aveva già raccolto nel 2018. Oltre al fatto di non riuscire più a raggiungere qualche risultato importante, quello che più preoccupa per il proseguo della sua carriera è il notevole calo che ha coinvolto pure le prestazioni. Spesso e volentieri, infatti, Quinzi, ha giocato ben al di sotto di quelle che sono le sue potenzialità, e sicuramente il 2019 non è stato minimamente all’altezza rispetto alla scorsa annata.

Al Roland Garros sembrava che qualcosa potesse cambiare, visto che Quinzi riuscì a battere al debutto Polmans in una partita in cui non c’era alcun esito scontato. Già al secondo turno, però, contro la wild card Guinard, Gianluigi fa una gran fatica e viene costretto all’uscita di scena. Al Challenger di Vicenza, poi, è arrivata l’ennesima battuta d’arresto, questa volta contro Francesco Forti, che nel ranking mondiale occupa la posizione numero 482. Insomma, c’è tanto da fare e da ricostruire, ma prima di tutto Gianluigi deve necessariamente ritrovare sé stesso.

È questa la condizione imprescindibile per provare a invertire la brutta piega che sta prendendo la sua carriera. In fondo, tutto quello che si chiedono i suoi fan è se Quinzi sia ancora in grado di dire la sua ad alti livelli e magari aspirare a tornare nella parte migliore del ranking, quella intorno alla centesima posizione. Ce la farà o no? Ai prossimi mesi l’ardua sentenza.

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