Treviso

Tempo di bilanci/Il 2019 della Polizia di Treviso

Tempo di bilanci anche per la Questura di Treviso e il collegato Commissariato di Conegliano.

Il primo dato che balza all’attenzione, per quanto concerne l’attività di Polizia del 2019, è l’incremento dei controlli del territorio.
Ben 119 i servizi straordinari (il 22% in più), portati a compimento l’anno scorso, anche grazie all’aiuto del Reparto Prevenzione Crimine di Padova.

Mastodontico il numero dei veicoli controllati.
Se le pattuglie hanno fermato e ispezionato i documenti di circa 8500 auto e 32 mila persone, la svolta è arrivata con l’uso del sistema Mercurio che permette controlli “al volo”, partendo dalla sola targa e dunque anche senza bloccare l’auto materialmente.
Il sistema ha consentito di controllare la regolarità di ulteriori 210.000 veicoli in tutta la provincia.

Non di rado le pattuglie si sono poi trovate faccia a faccia con i malviventi.
Solo negli ultimi mesi dell’anno, ricordiamo lo speronamento dell’auto di una pattuglia della Volante di Treviso impegnata in un inseguimento (il 21 settembre) e che portò poi all’arresto del conducente e degli occupanti.

Per quanto riguarda l’andamento della criminalità a Treviso, nel 2019 la situazione è risultata in miglioramento: i reati complessivamente hanno subito una diminuzione rispetto all’anno precedente del 22%, ma per quanto concerne furti e rapine, la diminuzione è stata del 39% (meno 61% per i furti in abitazione e circa il 50% per le rapine).

Significativo anche il dato di Conegliano e degli altri 5 Comuni limitrofi che rientrano nella competenza territoriale del Commissariato coneglianese: sul totale dei reati si è avuta una diminuzione complessiva di circa il 12%, giungendo in alcuni Comuni dell’area alla riduzione di circa il 35% dei reati e addirittura del 50% se si considerano i soli reati predatori.

Buoni anche i risultati delle attività investigative.
Nel 2019 si contano circa 130 arresti e 1.000 denunce a piede libero.

Alcuni casi sono stati particolarmente clamorosi.
Si ricorderà l’arresto del tunisino Yahia Mansour, ventenne residente a Breda di Piave che pubblicava in rete materiale islamico chiaramente radicale e che esaltavano gli attentati terroristici in Europa.

Le indagini della Digos, in collaborazione con gli omologhi uffici di altre Questure e con la Direzione Centrale della polizia di prevenzione, hanno anche condotto all’individuazione del responsabile del fallito attentato alla sede della provinciale della Lega di Villorba, il 16 agosto 2018, dove vennero rinvenuti un ordigno esploso ed un secondo armato e predisposto come trappola micidiale, che non provocò vittime solo per la prontezza e per l’intuito del personale della Questura intervenuto sul posto.
L’anarchico Sorroche Fernandez Juan, individuato grazie alle indagini, si nascondeva nelle Prealpi bresciane con l’aiuto di un complice trentino, pure lui arrestato.

Il lavoro della Squadra Mobile ha invece portato al fermo di un rapinatore seriale che usava aggredire le donne in bici, in alcuni casi provocando loro serie lesioni fisiche, per sottrarre le borse, ma anche l’individuazione del rapinatore della farmacia “Sile” di Lanzago di Silea, vicenda terminata con l’emanazione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per la rapina commessa il 31/07/2019.
Con l’intervento degli uomini del Commissariato, si è arrivati anche all’arresto di un noto pregiudicato presunto autore delle rapine ai danni della farmacia “Dei Colli” a Conegliano, in cui sono rimasti feriti i due poliziotti che erano riusciti a bloccare il rapinatore.

Degna di menzione è stata la cattura dei due responsabili del tentato omicidio, con esplosione di colpi di pistola, avvenuto nel giugno scorso all’interno di un insediamento di nomadi nel comune di Villorba.

Nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, da segnalare, sempre nel corso del 2019, il sequestro di circa 38 Kg. di marijuana, 620 gr. di hashish, 400 gr. di eroina, e, soprattutto, circa un chilo di cocaina.

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