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Il tratto stradale dove si consumò la tragedia

Tagliò la strada al motociclista (che morì): patteggia 16 mesi

Stamani, giovedì 9 luglio 2020, davanti al giudice del Tribunale di Udine dott. Emanuele Lazzaro, ha patteggiato G. C., la ventiduenne di Tolmezzo accusata di omicidio stradale per aver causato il tragico incidente di cui è rimasto vittima l’incolpevole Massimiliano Pillinini il 16 settembre 2018 a Cavazzo.
Per lei la pena (sospesa) di un anno e quattro mesi, più la sospensione della patente per lo stesso periodo di tempo.

Nulla potrà restituire il 47enne di Cavazzo Carnico, apprezzato dirigente delle Ferriere Nord di Osoppo ai suoi cari, ma i familiari, presenti in aula, hanno almeno ottenuto un po’ di giustizia anche sul fronte penale: la figlia 19enne Valentina, l’anziana mamma Bianca e i fratelli Dario e Danilo, per essere assistiti dallo Studio3A-Valore S.p.A, sono già stati pienamente risarciti sul piano civile.

Il giorno del suo decesso, Pillinini stava facendo un giro con la sua Ktm 690 Duke B3 lungo la Regionale 512 e alle 10.25 si trovava poco fuori il centro abitato di Cavazzo, all’altezza dell’intersezione con via 4 Novembre. Ed è da quella laterale che sbucò all’improvviso la Fiat Grande Punto a bordo della quale si trovavano la donna e la sua figlioletta di due anni e mezzo.

Uscì senza rispettare lo stop e tagliando la strada al motociclista “per inosservanza delle norme sulla disciplina stradale, in particolare degli artt. 145 e 154 del Codice della Strada” come ha scritto il Pubblico Ministero titolare del fascicolo, la dott.ssa Elena Torresin, nella sua richiesta di rinvio a giudizio.

Pillinini tentò di frenare per evitare l’ostacolo ma, pur procedendo a una velocità moderata, non ce la fece: finì contro la Punto.
A nulla valse il volo dell’elisoccorso che lo trasportò all’ospedale di Udine, dove, giunto in condizioni disperate, spirò alle 14.

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