Friuli Venezia Giulia

Sviluppo/A Trieste ok a Ddl 153: 50 milioni per crescita e lavoro in Fvg

Trieste – Una dotazione già molto ingente nelle premesse (20 milioni di euro a favore di progetti in grado di garantire investimenti e competitività, insieme ai 10 milioni già stanziati nella legge di stabilità 2022), salita strada facendo fino a toccare quota 50 milioni per andare a creare un sostanzioso pacchetto di sostegni finanziari a supporto del Programma operativo regionale (Por) nell’ambito del Fondo europeo
di sviluppo regionale (Fesr). Un tesoro complementare, peraltro, allo stanziamento comunitario per le attività legate al Por Fesr 2021-27 del Friuli Venezia Giulia, ammontante a 365 milioni.

Via libera a maggioranza, da parte del Consiglio regionale Fvg presieduto da Piero Mauro Zanin, al disegno di legge 153 “Modifiche alla legge regionale 14/2015: Disposizioni di attuazione del Programma operativo regionale obiettivo ‘Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione’ 2014-20 (Por) e del Programma regionale obiettivo ‘Investimenti in favore dell’occupazione e della crescita’ 2021-27,
cofinanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr)”.

Il voto conclusivo è stato determinato dal parere favorevole della Maggioranza con astensione da parte dell’Opposizione ed espressione negativa da parte di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg).

Il provvedimento, precedentemente licenziato dalla I e dalla V Commissione permanente dopo un intenso lavoro di esame e analisi (nessuna modifica era stata apportata all’articolato originario, aggiornato con il coordinamento della direzione centrale Finanze), va così a creare uno strumento legislativo passato
anche attraverso l’accoglimento di due emendamenti di ispirazione giuntale, mentre i dem Roberto Cosolini e Franco Iacop hanno ritirato una loro istanza su esplicita richiesta dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli.

L’assessore competente ha infatti evidenziato come si discutesse di “un impegno finanziario già garantito e annunciato in sede di Commissione che, per una necessità di passaggio amministrativo giuntale, ho portato da 20 a 50 milioni di euro nel triennio.
Quindi, sono stata chiara con tutti. Il Fesr è uno strumento molto ampio non solo per i contenuti, ma anche per i beneficiari (pubblici e privati). Fare un ragionamento come quello che proponiamo è dunque valoriale: perché confidiamo di dare seguito al Por Fesr 2021-27 iniettando risorse a supporto di tutta quella programmazione che deve essere vista come una risposta forte e strutturata ai bisogni della comunità regionale in fase post pandemica”.

“Offriamo all’Aula – ha aggiunto Zilli – uno strumento finanziario per irrobustire le scelte, utilizzando i metodi che abbiamo imparato ad apprezzare dall’esperienza comunitaria: il partnerariato e il sistema dei bandi. Una cornice finanziaria imponente e un atto di responsabilità nei confronti di tutti i soggetti del territorio. Questa è la via principale che intendo mantenere nell’applicazione delle risorse: lo strumento
principale saranno i bandi, salvo lasciare scelte strategiche su progetti importanti (esclusi per questioni di tempistiche, rendicontazioni o adempimenti) che, in quel caso, porterei fuori e voi tutti potrete valutare”.

Per quanto concerne l’emendamento Cosolini-Iacop sulla possibilità di adottare un regolamento, Zilli ne ha ottenuto il ritiro dopo aver assicurato che “la linea principale, oltre al partnerariato, saranno i bandi, ma ho bisogno di capire quale accordo andremo a chiudere con la Commissione europea sul Por Fesr per poi definire, anche con la partecipazione della Commissione regionale, le linee di intervento. Vi darò sempre ampia informazione con totale garanzia di dibattito”.

Nel corso della discussione generale i due esponenti del Partito democratico avevano espresso il loro scetticismo “per un impegno aveva esordito Iacop – che, salito di colpo a 50 milioni, ha ora tutt’altro significato e valore. Pertanto, vorremmo condividere con l’Amministrazione regionale previsioni e
strategie”. Cosolini, dal canto suo, ha commentato “una modalità di azione che vi dà maggiore libertà, mentre a noi rimane la legittima curiosità di sapere quali saranno i progetti che per tempi e rendicontazione corrisponderanno, ma non risulteranno finanziabili”.

Alle valutazioni estremamente positive ribadite dai relatori di maggioranza Alessandro Basso (FdI), Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar) e Mauro Bordin (Lega), ha fatto eco il giudizio negativo di Honsell che, dopo aver premesso “ben vengano i 50 milioni, ma ci dicano per cosa, perché il ragionamento futuribile non mi
convince”, ha anticipato il suo voto negativo “giacché si è aggravata la preoccupazione che avevo già espresso in sede di relazione”.

I due emendamenti al ddl 153 Crescita&Sviluppo illustrati da Zilli, entrambi approvati, oltre ai 30 milioni di euro aggiuntivi hanno infine riguardato la necessità di far fronte ai costi legati al Covid (come l’aumento delle materie prime e l’emergenza stessa), prevedendo che le economie contributive degli interventi successivi all’aggiudicazione dei lavori possano essere utilizzati per sostenere tali aumenti e anche che l’utilizzo di risorse già affluite nel bilancio del Fesr vengono destinate su altri assi.

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