Treviso

Superbonus/cessione multipla dei crediti. Per Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Oderzo-Motta: Una vittoria che lascia un po’ di amaro: le perplessità persistono

«Consentire tre cessioni del credito d’imposta sul Superbonus è un risultato parziale.
A rischio c’è il “sistema casa” nella Marca Trevigiana. Speriamo basti a rassicurare cittadini, imprese e Istituti di credito». Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Oderzo-Motta, lancia l’allarme dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto sul Superbonus 110%.

Il testo normativo ha previsto la possibilità di due ulteriori “cessioni” del credito «solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo».
Inoltre, sono state inasprite le sanzioni che arrivano fino a cinque anni carcere e centomila euro multa per i tecnici che attestano il falso.
Ad aumentare l’insicurezza c’è inoltre la previsione che le modalità attuative delle disposizioni relative alla cessione e alla tracciabilità del credito d’imposta, il cosiddetto bollino, saranno definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

L’incertezza dovuta alle continue modifiche normative ai bonus edilizia, spiega Armando Sartori, ha già manifestato effetti negativi.
“Da un lato molti istituti di credito hanno sospeso ogni operazione sui bonus, dall’altro si registra la riduzione dei lavori conclusi ammessi a detrazione.
Gli effetti della norma, secondo l’analisi di Confartigianato, potrebbero avere conseguenze negative sul comparto.
“Il sistema casa nella Marca Trevigiana conta di 10.357 imprese artigiane attive al 31 dicembre 2021, che danno lavoro a ben 22.166 addetti.
L’anno scorso, grazie anche al Superbonus, ha registrato un saldo positivo di 150 imprese, un dato positivo che rischia di essere penalizzato dalle nuove regole previste dal Governo e che comprometterebbe anche le 1.750 assunzioni previste”.

La possibilità di due ulteriori “cessioni” del credito era l’obiettivo minimo di Confartigianato, sottolinea Sartori.

Il punto centrale delle preoccupazioni di Confartigianato è che questo nuovo quadro di regole, e l’inasprimento delle pene per chi non si comporta correttamente, possa effettivamente restituire la certezza del lavoro.

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