Treviso

Stradale di Treviso mette fine alla carriera dei “Bonnie e Clyde” iraniani che rapinavano turisti

Una lunga indagine iniziata nel giugno 2019 da parte della Polizia Stradale di Treviso con il coordinamento della Squadra di Polizia Giudiziaria, ha permesso di arrestare i “Bonnie e Clyde iraniani” che si facevano passare per appartenenti alle Forze dell’Ordine, in diverse località d’Italia e si sono resi responsabili di varie rapine ai danni di turisti.

Le indagini sono iniziate dopo la rapina subita nell’estate 2019 da una famiglia indonesiana in vacanza in Italia, proveniente da Cortina e diretta a Venezia.
Durante il viaggio hanno fatto tappa a Treviso.
Improvvisamente sulla S.R. 53 tra San Lazzaro e lo svincolo d’uscita che conduce al casello di Treviso Sud, sono stati accostati da un’Alfa Romeo GT con a bordo un uomo e una donna, che ha intimato loro di fermarsi.

L’uomo qualificatosi come “poliziotto” ha chiesto documenti e denaro contante per verificare se detenessero banconote false. Consegnati 2.500,00 euro, l’uomo una volta preso il denaro è risalito a bordo e si è dileguato insieme alla compagna.

L’attività d’indagine, ha permesso agli investigatori della Stradale dell’A27, di accertare che i “Bonnie e Clyde” iraniani, fingendosi poliziotti, si sono resi responsabili a vario titolo di 7 reati predatori ai danni cittadini stranieri, oltre ad una rapina effettuata a Roma, hanno asportato alle vittime la somma totale di euro 3.555,00, una collana d’oro con crocifisso, un bracciale in oro giallo e una collana in oro giallo.

Le indagini hanno permesso prima di identificare l’Alfa Romeo GT intestata ad un prestanome e poi l’identificazione dei due soggetti, un 30enne e la moglie 25enne, tutti e due di nazionalità iraniana.

L’uomo si trova ora in carcere e il suo arresto è stato operato dagli agenti del Commissariato di Marghera.

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