Home -> Curiosità -> Storie di volley/Sonia mamma e arbitro si laurea a 40 anni
Sonia Compostella: la laurea

Storie di volley/Sonia mamma e arbitro si laurea a 40 anni

Non avrebbe mai immaginato di raggiungere una laurea quattro anni fa, prima di iniziare il corso per diventare arbitro federale.
Per Sonia Compostella, quarantenne di Loria, mamma di due figli e insegnante di avviamento alla ginnastica artistica, lo studio di regolamenti e casistica del volley per diventare ufficiale di gara territoriale ha rappresentato una sorta di svolta nelle sue prospettive: “Ho iniziato il corso per diventare arbitro perché cercavo qualcosa che mi appassionasse al di fuori di impegni familiari e lavorativi – racconta Sonia – Sono sempre stata una sportiva e nel mio paese, Loria, il volley è molto praticato.
Concentrarmi solo su un pallone per qualche ora sarebbe diventato il mio momento di svago, durante il quale non avrei dovuto pensare ad altro”.

Ben presto le è chiaro che quell’occasione sarebbe diventata molto di più, grazie alla consapevolezza che il raggiungimento di quell’obiettivo aveva creato: “Mi sono resa conto che sarei stata in grado anche di tornare a studiare dopo tanti anni e di provare a ottenere la laurea in scienze motorie, un sogno che dopo matrimonio (Sonia è sposata da 18 anni con Daniele, ndr), inizio del percorso lavorativo e la nascita dei nostri due figli era rimasto chiuso nel cassetto”.

Con l’iscrizione all’università, inizia un periodo decisamente impegnativo, fatto di sveglie alle 5 di mattina per studiare qualche ora in tranquillità e di tanti sacrifici. In 3 anni Sonia riesce a superare tutti gli esami e a consegnare la tesi, per sviluppare la quale si avvale delle conoscenze nel volley: “Ho voluto fare una tesi sperimentale: ‘Dal sanzionatorio all’educativo: ruolo delle figure dello sport, negli sport di squadra’.

Ho sottoposto a 350 persone dello sport del territorio (atleti grandi e piccoli, dirigenti, allenatori, genitori e presidenti) un questionario inerente alla giustizia sportiva, chiedendo se secondo loro sarebbe possibile passare da un sistema sanzionatorio ad uno educativo/preventivo.
La risposta mi ha spiazzato: l’80% di loro era favorevole ad un percorso del genere e sosteneva l’inefficacia delle sanzioni pecuniarie.
Ho approfondito il discorso con il professor Roberto De Vivo, figura riconosciuta a livello regionale e nazionale nel mondo dell’istruzione e dello sport, e con il giudice sportivo regionale Umberto Carretta.
Non posso che ringraziare entrambi e Fipav Tre.Uno per il grande aiuto che mi hanno dato”.

A causa del lockdown Sonia non ha potuto discutere la tesi, che è stata comunque assolutamente apprezzata: “Sono riuscita a chiudere con 110, se avessi potuto discuterla magari avrei ottenuto anche la lode – sorride – ma sono comunque felicissima così, l’importante è aver raggiunto un obiettivo per me importante. Spero di essere un esempio per i miei figli Gioele e Samuele, di 13 e 11 anni, entrambi sportivi.
Dal punto di vista lavorativo, vorrei diventare insegnante a scuola: adoro bambini e ragazzi di tutte le età, ti fanno tornare il sorriso qualsiasi cosa accada”.
Ma lo studio non finisce qui: tra poco inizia la magistrale.
L’appetito vien mangiando.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*