Veneto

Stato agitazione settore pesca molluschi

I Consorzi Cogevo sono in apprensione perché la costa veneta nei prossimi mesi diventerà un cantiere a cielo aperto. Sono previsti non solo prelievi massicci su dune sabbiose in mare dove sono presenti una fauna e un habitat importanti per l’ecosistema marino, ma anche interventi infrastrutturali, opere edilizie e strutture fisse nel litorale veneto.

L’obiettivo è la difesa delle spiagge e dell’economia turistica. Bene. Siamo convinti che il turismo sia un valore per la nostra economia, ma siamo anche convinti che questi interventi non debbano compromettere definitivamente un altro settore dell’economia veneta, la pesca professionale, che vede coinvolte centinaia di imprese con migliaia di addetti diretti e indiretti.

Il Veneto in particolare per la pesca delle vongole di mare, dei fasolari e delle cappelunghe, è diventato un’eccellenza a livello nazionale per le sue attività di sensibilizzazione ambientale, di tutela della risorsa e di nuove attività innovative sul mercato nazionale ed internazionale.

In questi anni abbiamo introdotto progetti sperimentali di uso reti biodegradabili, di gestione dei rifiuti in mare svolgendo una attività di pulizia dei fondali, ci siamo costituiti in consorzi di gestione (COGEVO) che hanno ottenuto certificazioni internazionali e di valore come MSC e Bio, abbiamo sperimentato e gestito campagne di semina del prodotto.

E adesso tutto questo finirà a causa di lavori in mare con cemento ed opere nelle aree dove esiste il seme del prodotto, dove è stato seminato, con prelievi di sabbia su scanni storici del periodo mesozoico.

Una quantità di soldi investiti che non hanno preso in considerazione un lavoro storico e fondamentale nelle aree costiere della nostra regione.

Non ci muoveremo da Venezia fino a che non avremo risposte rassicuranti sulla possibilità di continuare il nostro lavoro.

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