CuriositàVenezia

Sperimentazioni di tecniche agronomiche per contrastare impoverimento e desertificazione dei suoli

Hanno preso avvio ieri, presso il podere sperimentale Fiorentina, di proprietà del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, in comune di San Donà di Piave, le operazioni di distribuzione delle matrici organiche, preliminari alla preparazione del letto di semina della soia.

Si tratta di un programma sperimentale che vede la collaborazione fra Consorzio e Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente dell’Università di Padova mirato a verificare come l’impiego di pratiche agronomiche meno impattanti sui suoli possa far risalire il contenuto di sostanza organica nel terreno, che in vaste aree del Veneto Orientale è sceso a livelli estremamente preoccupanti.

In pratica, l’appezzamento di Fiorentina è stato suddiviso in varie parcelle su cui verranno distribuiti quantitativi differenti di compost e di digestato secco allo scopo di verificare la risposta del terreno una volta avviata la coltivazione.

Per il Presidente Piazza: “La qualità ambientale è uno dei temi cardine dell’Amministrazione del Consorzio di Bonifica.

Giorgio Piazza Presidente Consorzio di Bonifica Veneto Orientale


Ci sono aree in cui la percentuale di sostanza organica contenuta nel terreno è scesa al 2% e all’Università mi hanno insegnato che al di sotto di quella soglia si può iniziare a parlare di deserto.
Per questo ritengo che, come Consorzio, abbiamo il dovere di essere il traino per invertire questa tendenza ed evitare le conseguenze a cui un uso eccessivamente depauperativo del suolo ci sta conducendo.
Non dobbiamo dimenticare che un terreno ricco di sostanza organica è un suolo naturalmente fertile, che necessita di minori apporti di fertilizzanti di sintesi, è un suolo che trattiene meglio l’umidità e ha minor necessità di irrigazione, è un suolo che funge da spugna quando si verificano eventi meteorologici intensi, migliorando la sicurezza idraulica del territorio.
A mio giudizio questo approccio è l’unico possibile per poter rispondere in modo economicamente ed ambientalmente sostenibile alle sfide che il sempre più evidente mutamento climatico in atto ci sta ponendo”.

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