Veneto

Soccorso Alpino veneto/1086 persone soccorse nel 2020: 412 i voli dell’elicottero

Pubblicato il resoconto annuale dell’attività del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto.
Ne emergono alcuni dati piuttosto interessanti, in primis, l’alto numero di persone che finiscono col trovarsi in difficoltà in montagna e poi l’irrinunciabilità del servizio elicotteristico nei soccorsi.

L’anno scorso il numero di persone soccorse ha superato quota 1000, a confermare il trend in aumento già verificato nel 2019, ma anche un dato anomalo, considerando le restrizioni dei vari DPCM e Decreti regionali per il contenimento del contagio da SAR CoV2, emanati nel corso dell’anno passato.
L’aumento è in parte dovuto ad un costante incremento degli appassionati della montagna, in parte, purtroppo, alla superficialità di chi la affronta senza preparazione fisica né tanto meno tecnica e/o con attrezzatura non adeguata.
Il fenomeno è legato anche all’idea di una montagna come palestra all’aperto dove mettere alla prova le proprie prestazioni e non piuttosto di un ambiente severo e ostile che non lascia margine d’errore.

L’attività operativa svolta nel corso del 2020 dagli Organici del CNSAS Veneto in stretta sinergia operativa con le Centrali Operative del SUEM 118 della Regione del Veneto (Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza) si è, dunque, attestata su 1086 persone soccorse nel corso di 1054 interventi, che in numero assoluto sono aumentati del +16 % rispetto al 2019.

Gli interventi a carattere sanitario sono stati 888, quelli di Protezione Civile 155, quest’ultimi dovuti essenzialmente all’emergenza per la pandemia da SAR CoV2 e dalle emergenze meteo.
Numeri importanti cui hanno fatto fronte le 28 Stazioni presenti in Veneto, con l’impiego di 5.195 Volontari (in media 5 Volontari per intervento, per un totale di 25.941 ore/uomo).

Il supporto fornito dagli elicotteri dei vari SUEM 118 e, in misura minore da Carabinieri, Esercito, GdF, VVF, Aiut Alpin Dolomites è ormai un valore irrinunciabile per l’efficacia delle missioni che nel 2020 sono state complessivamente 412 su un totale di 1054 interventi (il 39.1%).

Nel 2020 si sono registrati 69 ricerche di persone, con 89 soccorsi, dato in leggero calo rispetto all’anno precedente.
Nella maggioranza dei casi, gli eventi si sono risolti nella giornata della chiamata, mentre risultano particolarmente impegnativi quelli che si sono protratti oltre.

Nel tentativo di fare prevenzione, il SASV nel 2020 si è speso per diffondere la cultura della montagna promuovendo svariati eventi via web, aggiornando costantemente il proprio sito internet e implementando le pagine Facebook relative al “Soccorso Alpino e Speleologico Veneto” e “Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi” chehanno raggiunto un totale di circa 68.000 utenti.

Il costo.
Il funzionamento del CNSAS, in base alla convenzione con la Sanità del Veneto, è pari a 700.000 euro, che rappresenta la parte più importante del finanziamento che il CNSAS riceve dalla Regione del Veneto.
Salta agli occhi il “peso” della formazione dei soccorritori: il 20% dell’intero bilancio viene destinato alla formazione del personale.
Il 17 % della spesa totale va invece per l’acquisto di materiale alpinistico e dei dispositivi di protezione individuali.

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