Venezia

Settore Pesca: appello on. Rosanna Conte a Governo e UE per sostegno rapido al settore

“Le nostre marinerie vanno urgentemente aiutate a superare questo momento di grande difficoltà. I pescatori hanno bisogno di misure in grado di fronteggiare l’emergenza Coronavirus, che si innesta su una crisi in atto già da tempo nel settore, anche a causa, come abbiamo denunciato più volte, di normative europee che non hanno tenuto in dovuta considerazione le peculiarità della nostra pesca.”

A dichiararlo è l’europarlamentare della Lega Rosanna Conte, coordinatrice del Gruppo Identità e Democrazia nella Commissione Pesca del PE, che ha preso posizione assieme alla collega Annalisa Tardino che fa parte della Commissione.

“A livello europeo è necessario che il FEAMP possa sostenere il fermo temporaneo causato da crisi sanitarie, abbattendo il limite temporale di sei mesi nonché le limitazioni finanziarie previste dal regolamento. Stiamo lavorando affinché queste modifiche vengano inserite nel pacchetto di riforme di alcuni regolamenti comunitari volti a mobilitare gli investimenti per far fronte agli effetti del Covid-19. Queste riforme verranno votate con procedura d’urgenza la prossima settimana e ci aspettiamo che le modifiche al FEAMP vengano avanzate anche dall’Italia.

Le misure prese dal Governo nel decreto ‘Cura Italia’ non sono sufficienti per fronteggiare le gravi conseguenze negative sul comparto. L’istituzione di un Fondo da 100 milioni di euro a sostegno delle imprese agricole e per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca, infatti, vedrà solo una parte residuale delle risorse andare alle imprese della pesca.
Per noi è necessario procedere alla sospensione delle scadenze e dei pagamenti, nonché ad interventi di semplificazione amministrativa.
Inoltre, i pregressi fermi pesca devono essere saldati velocemente per consentire ai pescatori di poter contare su liquidità da reinvestire in questa situazione di difficoltà.

Dal settore ci arriva un forte grido di allarme: la stragrande maggioranza dei pescherecci sono fermi nei porti da molti giorni, a causa del crollo della domanda di prodotti ittici freschi, e a seguito dell’adozione delle misure di contenimento del contagio.

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