Friuli Venezia Giulia

Sergio Buricelli confermato alla guida del Soccorso Alpino del Fvg

Venerdì 28 gennaio si sono tenute le votazioni per il rinnovo delle cariche del Soccorso alpino e speleologico del Friuli Venezia Giulia e Sergio Buricelli è stato riconfermato alla presidenza per il secondo triennio consecutivo, con il riconoscimento del buon lavoro di coordinamento e gestione svolto tra il 2018 e il 2021.
Cresciuto da giovane nelle fila della stazione Valcellina, ora in forza a quella di Udine-Gemona, Buricelli è un frequentatore assiduo della montagna, presupposto fondamentale per essere cooptati nel corpo a qualunque livello, con buone esperienze professionali in ambiti strettamente correlati alle attività del soccorso, come lo studio della neve e il pericolo valanghe, la cartografia e l’utilizzo delle nuove tecnologie applicato alla ricerca persone disperse.

Rinnovate, assieme alla sua, anche le cariche di vice presidente che sono state affidate a due donne: c’è infatti da un lato la riconferma di Cristina Barbarino, medico di elisoccorso, affiancata dall’altro, al posto di Roberto Antonini, dalla triestina Clarissa Brun, già a capo della delegazione speleologica regionale.

Per quanto riguarda il rinnovo delle cariche delle due delegazioni tecniche interne che compongono il Soccorso alpino e speleologico, quella alpina e quella speleologica appunto, ci sono quest’anno due componenti molto qualificate.

E’ tutta triestino – giuliana la Delegazione speleologica: al suo coordinamento c’è Paolo Manca – già vicedelegato speleologico – istruttore nazionale speleo e alpino, nel corpo regionale dal 1994. Accanto a lui gli istruttori regionali speleologi Rocco Romano, triestino, nel corpo dal 1992 e Silvia Foschiatti, goriziana, socia dal 2012 entrambi tecnicamente molto preparati.

Anche alla Delegazione alpina è stata eletta una triade di elevata specializzazione, tutta composta da tecnici di elisoccorso, di fatto le figure di più alto profilo tecnico all’interno del corpo. Il nuovo delegato alpino è l’arteniese Raffello Patat, soccorritore dal 1995 e tecnico di elisoccorso dal 2006, appassionato di montagna fin dall’infanzia: sostituisce l’uso ente Sandro Miorini. Accanto a lui, come vicedelegati al posto dell’uscente Silvano Frattino, due colonne del soccorso alpino, il carnico Gianfranco Flora, soccorritore dal 1998, tecnico di elisoccorso dal 2010 e istruttore regionale dal 2014, e il clautano Giuseppe Giordani, soccorritore dal 1986 e formatosi come tecnico di elisoccorso nel 1997, dopo un lungo periodo come componente dell’allora commissione tecnica regionale.

Buricelli riassume così il programma a venire:
“Proseguiremo nel solco del percorso già intrapreso nel triennio precedente, con iniziative mirate a consolidare e rendere ancora più efficienti i rapporti con i nostri interlocutori abituali, in primis la sanità regionale con le sue varie emanazioni – la Sala operativa per l’emergenza sanitaria, l’Elisoccorso FVG, l’Azienda di coordinamento per la salute, le aziende sanitarie) e con la Protezione civile regionale, senza però dimenticare il soccorso alpino della Guardia di Finanza, con cui operiamo quotidianamente da decenni negli interventi e con il cui comando regionale a breve verrà siglato un importante protocollo d’intesa.

Altro accordo in fase di definizione è quello con la Brigata Alpina Julia per sancire l’intesa con la squadre di soccorso delle truppe alpine.
Attraverso il prezioso lavoro delle dodici stazioni presenti sul territorio si provvederà – insieme alle due scuole regionali (sia speleologica che alpina) – al reclutamento e alla formazione di nuovi giovani tecnici.”

Ad oggi sono 373 i tecnici volontari del corpo regionale, un organico sufficiente a coprire, all’occorrenza, ogni giorno dell’anno, ma è necessario garantire un ricambio generazionale per il futuro, con percorsi di formazione lungimiranti. Accanto a questo, il corpo regionale, nonostante i sempre più complessi adempimenti amministrativi e contabili che si trova a dover affrontare parallelamente all’attività di formazione e soccorso vera e propria, unitamente alle campagne di divulgazione volte a rafforzare la diffusione di una cultura della prevenzione degli incidenti in montagna, cercherà di far fronte a tali incrementi cercando nuove forme di finanziamento.

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