Treviso

Sartori riconfermato alla guida della Confartigianato Oderzo-Motta: saranno 5 anni difficili

Armando Sartori è stato riconfermato, per il secondo e ultimo mandato, presidente della Confartigianato Oderzo Motta.
Lunedì 25 maggio 2020 il nuovo Consiglio Direttivo ha rinnovato le cariche.
La votazione ha decretato Sartori presidente, Vice Presidenti Tolotto Antonio (Vicario) e Marcon Paolo.
La Giunta Esecutiva è composta da: Spinacè Serenella, Pezzutto Policarpo, Bianchi Pietro, Gianduzzo Massimo, Ros Fabrizio, Brugnera Livio.

Per Sartori l’incarico giunge nel pieno della crisi causata dalla pandemia Covid.

Anche i suoi primi 5 anni di mandato sono stati anni difficili. Appena usciti dalla coda della precedente crisi del 2008, la Confartigianato dovette confrontarsi con artigiani in procinto o già andati in pensione senza il necessario ricambio generazionale.
Ed ecco spiegato perché continua la moria di imprese.

Venendo ai giorni nostri e a questa nuova emergenza, secondo Sartori gli effetti delle restrizioni causate dal Covid si vedranno a settembre/ottobre.

L’associazione artigiani vive di tessere e servizi.
Non preoccupa la sua tenuta economica, ma il tessuto sociale del Veneto ed in particolare dell’Opitergino-Mottense, territorio di riferimento.

Con una punta di polemica, il riconfermato Presidente vede necessaria un po’ di autocritica: i primi che non capiscono l’importanza della Confartigianato sembrano essere proprio gli associati.

L’associazione mandamentale è attivissima e non di rado i risultati si vedono poi su norme e provvedimenti che vengono approvati dal mondo politico.

Di questi giorni il decreto che prevede gli Ecobonus che l’Associazione commenta positivamente, intravedendovi uno spiraglio per far partire l’edilizia.

Qual è il nostro ruolo? Imbecca Sartori.
Informare i cittadini delle possibilità che hanno per sistemare le abitazioni o gli impianti di riscaldamento.
Se il cittadino le sa sfruttare al meglio, il costo finale, afferma Sartori, è esiguo.

E continua: è importante il ruolo degli artigiani per far ripartire l’economia ed è proprio da qui che dobbiamo partire creando una sinergia con i comuni del territorio.

Un dialogo che porti i singoli comuni ad elaborare una rivisitazione urbanistica e, sotto la loro, guida dare un aspetto più piacevole ed uniforme al territorio.

E’ importante che questa spinta emotiva sia sposata anche dall’associato che deve poi saper riconoscere il lavoro svolto dalla Confartigianato Mandamentale.

Prima di concludere la lunga chiacchierata con il riconfermato presidente, Sartori tocca il tasto delle possibili infiltrazioni mafiose.

Prima dell’avvento della pandemia, per puro caso gli è capitato di essere invitato a tre serate dove si parlava del malaffare che si era infiltrato nell’economia veneta.

La cronaca ha già raccontato casi nei quali le cosche arrivano al nord con gente in giacca e cravatta.

E’ pur vero, commenta, che il problema nelle nostre zone non è per nulla sentito.

“Ma da questi tre incontri a cui ho partecipato, a Montebelluna e Portogruaro, ho scoperto un fenomeno che non conoscevo”.

Quando le riunioni saranno di nuovo possibili, il Presidente intende organizzare una serata per divulgare questi argomenti.

“Svegliarsi a settembre e scoprire che questi signori sono arrivati, mi preoccupa.
E l’attuale crisi sta creando il terreno ideale perché questo avvenga”.

L’appello di Sartori si chiude con un invito ai colleghi imprenditori: “Vieni in associazione che ne parliamo”, allargando così gli orizzonti di un’associazione che non vuol solo disbrigare pratiche, ma anche essere fattivamente vicino ai suoi associati nei momenti di bisogno.

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