Treviso

Sanzionati 19 giovani, anche minorenni, sorpresi a nuotare nelle acque di una cava abbandonata

Il caldo eccezionale di fine marzo aveva spinto alcuni giovani a trovare refrigerio nelle acque di una cava di Vedelago.

I carabinieri, di fronte alla pericolosità del posto, considerate le acque profonde e gelide hanno voluto bloccare sul nascere questa condotta pericolosa, già in passato quella cava era stata teatro di tragedie in cui hanno perso la vita giovanissimi ragazzi.

I militari hanno ricostruito le responsabilità e hanno deferito in stato di libertà, per i reati di danneggiamento e ingresso abusivo nel fondo altrui, due giovani del posto, rispettivamente di 19 e 18 anni.
Gli indagati, tra la metà del mese di marzo e i primi giorni di aprile, avevano creato un varco nella rete perimetrale della cava di Vedelago, per tuffarsi nelle sue acque.

Alla fine sono stati complessivamente controllati altri 17 giovani della zona, gran parte dei quali minorenni che, raggiunta la cava con l’intento di tuffarsi in acqua, anche perché in zona rossa, venivano sanzionati amministrativamente per violazioni alle norme per il contenimento del Covid-19.

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