Pordenone

Santa Barbara tra i pompieri di Pordenone

Quest’anno Santa Barbara, patrona dei Vigili del fuoco, è stata celebrata in tono minore anche a Pordenone, vista l’emergenza covid-19 in atto.
Alla sede centrale VF di Pordenone, infatti, si è tenuta solamente una modesta celebrazione alla presenza del Prefetto Domenico Lione, del Vescovo Giuseppe Pellegrini e di una sparuta rappresentanza del personale del Comando, gestita in modo da mantenere le distanze ed in modalità di protezione.

In tale contesto il comandante reggente ing. Eros Mannino, Direttore regionale dei Vigili del fuoco per il Friuli Venezia Giulia, ha proposto un bilancio delle attività svolte quest’anno, anche alla luce dell’emergenza in atto.
In particolare, nel 2020 il Comando ha effettuato sul territorio di competenza ben 4.340 interventi, il 20% per incendi, il 12% incidenti stradali e altrettanti per soccorsi a persona.
Gli interventi per maltempo hanno inciso per un 10%.

In merito alle altre attività svolte, si evidenziano le 1.859 pratiche di prevenzione incendi evase, 126 attività di vigilanza su teatri e fiere, 111 procedimenti connessi con attività di Polizia Giudiziaria in coordinamento con la locale Procura della Repubblica e l’accertamento sull’idoneità di 465 addetti antincendio aziendali.
Una grande mole di lavoro condotta nonostante le restrizioni e le difficoltà determinate dall’emergenza covid-19, tanto che nel suo discorso il Comandante ha sottolineato che “non è stato per nulla semplice, abbiamo dovuto rispettare regole particolarmente severe in modo puntuale e continuo, sia all’interno che all’esterno delle caserme: anche di questo voglio ringraziarvi tutti in modo sentito.”

Nel pomeriggio di oggi una piccola rappresentanza del Comando si porterà a Prata, assieme al sindaco di quella città, per deporre una corona sul luogo dove il 5 novembre 1966 persero la vita Sebastiano Crispatzu e Massimo Pinzan, due giovani vigili del fuoco ausiliari che stavano portando il loro aiuto alla popolazione del posto coinvolta in una tragica alluvione.
Da allora il Comando di Pordenone porta il loro nome che si lega indissolubilmente a quello di uomini e donne che quotidianamente prestano il loro aito di quanti si trovano in difficoltà.
Questo vuol dire essere un vigile del fuoco.

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