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Il prof. Rigoli

Sanità veneta/Scambio di battute Crisanti – Rigoli

Il prof. Crisanti continua a far discutere.
Oggi su alcune testate locali, il Direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Università di Padova dà per certo il passaggio da Padova a Treviso del coordinamento delle microbiologie del Veneto.
A capo dell’unità trevigiana vi è il Dottor Roberto Rigoli che, in relazione alle indiscrezioni odierne, precisa:

“Ho letto con un certo stupore le dichiarazioni su alcuni quotidiani del Professor Crisanti il quale, peraltro, commenta un’investitura del laboratorio di microbiologia di Treviso come riferimento regionale che, sinceramente non mi risulta.

A quanto mi è dato conoscere (pur non avendo la sfera di cristallo e pur non avendo letto il Piano Sanitario per l’autunno) il laboratorio di Padova rimarrà centro di riferimento regionale per la processazione dei tamponi.

Il coordinamento dei 14 laboratori di microbiologia del Veneto, quello che ho definito con un sorriso “la manovalanza da laboratorio”, è sempre stato, in realtà, in capo alla microbiologia di Treviso, da me retto anche in considerazione del mio incarico di vicepresidente nazionale delle microbiologie e del fatto che, durante l’emergenza coronavirus, ho partecipato a tutte le oltre 140 riunioni quotidiane sul covid-19 con il direttori generali della sanità veneta.

Ma a prescindere da questo, ancora una volta non bisogna dimenticare che il vero valore aggiunto è il fatto che lavoriamo in pieno spirito di squadra tra tutte le 14 microbiologie del Veneto.
Se il laboratorio di riferimento regionale resterà quello dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ciò non deve tuttavia impedire che, se qualcuno raggiunge risultati importanti con la propria attività, tali risultati debbano essere silenziati.

Il laboratorio di microbiologia di Treviso, da me diretto ma composto da una squadra di grandi professionisti che remano tutti nella stessa direzione, ha avviato il sistema di processazione dei tamponi in pooling , quello che consente (i colleghi non me ne vogliano) di processare cinque o più tamponi, moltiplicando il potenziale di screening; ha testato per primo i test rapidi coreani, oggi oggetto di validazione dal centro di riferimento nazionale dello Spallanzani di Roma.

Se queste vengono considerate colpe, non resta che prenderne atto, con un sorriso e molta serenità.
Ma nessuno dimentichi che stiamo parlando della salute dei cittadini e non di progeniture di qualsivoglia genere che, per quanto mi riguarda, non sono assolutamente un problema di tipo personale né tanto meno carrieristico”.

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