Pordenone

Sanità Pordenonese/Pd di nuovo alla carica contro Polimeni

Trieste, 10 gen – Non si placano le polemiche nei confronti del Direttore Generale della Sanità pordenonese.
La questione torna anzi al Consiglio regionale, attraverso un’interrogazione presentata dal Consigliere regionale Conficoni.

“Ciò che si sta abbattendo da mesi sulla dirigenza dell’Asfo non è una semplice tempesta, ma un vero e proprio tsunami, scrive l’esponente dem.
Medici, operatori e sindaci di ogni colore politico sono concordi sulla necessità di sostituire il direttore generale Polimeni ma Riccardi, dopo averlo scelto, continua a difenderlo, rendendosi ancor più corresponsabile delle difficoltà in cui versa la sanità pubblica pordenonese.
Sia allora il presidente Fedriga a chiarire da che parte sta: con il suo assessore o con il Friuli Occidentale che chiede un cambio di passo e di guida dell’Azienda sanitaria”.

“Da tempo – aggiunge Conficoni, che è anche componente della Commissione regionale permanente competente in materia di Salute – denunciamo le difficoltà della sanità pordenonese, sia nell’affrontare l’emergenza Covid che nello svolgimento della normale attività, evidenziando la necessità di un avvicendamento alla guida dell’Asfo.
L’istanza di cambiamento, così come le numerose sollecitazioni a superare la sperequazione nell’assegnazione delle risorse che penalizza il Friuli Occidentale, è rimasta però sostanzialmente inascoltata.
A dispetto dell’utile di 9 milioni di euro maturato dall’Asfo nel 2020 (di cui il direttore generale, unico tra i suoi colleghi, non ha nemmeno chiesto il reinvestimento sul territorio) e all’attivo di 2 milioni di euro conseguito nei primi sei mesi del 2021 per attività extra Covid, purtroppo, i cittadini continuano infatti a subire disservizi e gli operatori a essere stremati”.

Conficoni rincara: “La pesante accusa di aver preferito far di conto invece di investire nelle cure, lo sciopero indetto nel 2020 per le mancate assunzioni, le 1.500 firme raccolte tra i dipendenti per chiederne le dimissioni, le proteste dei sindaci per la chiusura di alcune sedi della Guardia medica e quelle delle associazioni per gli sfratti, la polemica con Arcs sulla chiusura delle Rsa e, da ultimo, la bocciatura dell’Atto aziendale da parte del Collegio di direzione, rappresentano un inequivocabile segnale di sfiducia verso il dottor Polimeni”.

“La richiesta di sostituirlo – prosegue il consigliere del Partito democratico – è approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Maniago e mozioni di analogo tenore attendono di essere discusse in altre realtà.
Finalmente, dopo essere rimasti colpevolmente in silenzio, ora non manca giorno in cui un amministratore locale di centrodestra prenda le distanze dal contestato direttore generale”.

“L’assessore Riccardi, però, dopo averlo nominato e assecondato, ancora lo sostiene per non ammettere i suoi errori e subire l’onta di una pesante sconfitta.
Per questo motivo, al presidente Fedriga abbiamo chiesto attraverso un’interrogazione – conclude la nota di Conficoni – se condivida la posizione del suo vice o se ritenga fondate le critiche piovute anche da esponenti del suo stesso schieramento politico verso il dottor Polimeni e intenda, quindi, sostituirlo”.

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