Pordenone

Sanità pordenonese/Mancano medici al Servizio Dipendenze

“Le carenze di risorse e personale dei servizi per le dipendenze nell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo) stanno mettendo a rischio la qualità dell’assistenza, che tra utenti e famiglie, interessa oltre duemila persone. 

Il venir meno dell’assegnazione di due ulteriori

medici, pur prevista in fase di definizione di budget, unita ai trasferimenti e ai pensionamenti già noti, contribuisce a

peggiorare le prospettive per l’immediato futuro del servizio”.

Lo rimarca in una nota la consigliera regionale Chiara Da Giau (Pd), firmataria di un’interrogazione attraverso la quale ha chiesto alla Giunta regionale quali siano le prospettive di potenziamento dell’area delle dipendenze in Asfo.

“Urgenze e conseguenze della pandemia hanno abbassato

l’attenzione sulle dipendenze, ma il problema non è certo venuto meno, anzi. Isolamento e limitato accesso ai servizi sanitari – aggiunge l’esponente dem – rischiano di averlo acuito ed è necessario dare segnali chiari di concreto sostegno a utenti e operatori. 

Non è pensabile che ristrettezze di budget e personale

costringano a limitare, se non addirittura a fermare, gli

inserimenti in comunità terapeutica e le attività riabilitative come già purtroppo avviene. 

Va scongiurato, inoltre, l’accorpamento delle sedi territoriali, come ipotizzato per San Vito su Azzano e Sacile su Pordenone. 

Le famiglie faticherebbero a comprendere tagli di servizi a fronte di bilanci aziendali fortemente in utile”.

“Prendiamo atto – conclude Da Giau – della condivisione della

complessità e della rilevanza del problema da parte

dell’assessore Riccardi, nonché della rassicurazione data nella sua risposta rispetto al fatto che per il dipartimento delle Dipendenze e della Salute mentale Asfo preveda nell’immediato un’importante innovazione organizzativa, tanto nella dirigenza, quanto nel comparto, che consentirà il mantenimento di tutte le sette sedi di erogazione dei servizi presenti sul territorio.

Terremo però alta l’attenzione, affinché questa riorganizzazione sia espansiva in termini di risorse umane e di budget”.

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