Pordenone

Sanità pordenonese/Lettera aperta dei sindacati al Direttore Generale Asfo

Lettera aperta al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale dai delegati RSU e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza: eccola integrale:

Rilevato con dispiacere da quanto emerso dalla stampa locale la scarsa sensibilità ed anche
opportunità di comportamento dei vertici aziendali nei confronti di coloro che ogni giorno sono in
prima linea mettendo a rischio la propria salute per fronteggiare un'emergenza difficile e complessa
in un'Azienda già in difficoltà per la cronica carenza di personale
considerato che da settimane noi lavoratori della ASFO ci stiamo preoccupando di evitare la
diffusione del contagio da covid 19 nel posto dove operiamo, per la sicurezza degli utenti, di noi
dipendenti e dei nostri familiari, rilevando insufficiente rigore nell'accesso alle sedi aziendali, che
sottolineiamo non si limitano al solo ospedale di Pordenone, quello attuale, non quello nuovo, ma
anche gli altri presidi, alle strutture intermedie, ai distretti, ai domicili dei pazienti, agli uffici
amministrativi e tecnici, alle mense del personale, alle centrali tecniche, ai Centri diurni per disagiati
fisici e mentali….
riscontrato che non è stata data nessuna indicazione sull'impiego ed eventuale addestramento del
personale sanitario sotto utilizzato per la chiusura degli ambulatori, sicchè mentre qualcuno va in
ferie, in altre situazioni gli operatori fanno più notti di seguito per carenza di personale, che non ci
sono sufficienti DPI e si continua a sostenere che solo chi è ammalato, o del Veneto o a contatto stretto
con situazioni a rischio ha l'obbligo/diritto di indossare le mascherine, e intanto c'è chi ha continuato
e continua a lavorare gomito a gomito con persone positive; che sono state diramate disposizioni
differenti, perché nonostante la scala gerarchica, ogni dirigente va per conto proprio… e molto spesso
solo la professionalità e il buonsenso degli operatori, evitano le conseguenze degli errori di gestione.
Considerato che la Rsu aveva segnalato la gravità della situazione aziendale in questi giorni e in
particolare quanto sopra riportato così come gli RLS che, per specifica e chiara disposizione
normativa, devono essere coinvolti in ogni problema attinente la sicurezza: loro stessi, con lettera del
24 febbraio, sollecitavano tali interventi di cui volevano essere edotti, con piena disponibilità a
contribuire in tal senso,ottenendo in risposta il rinvio ad intranet, strumento non alla portata di tutti.
La gestione dell’emergenza sanitaria nella AsFo ci pare sia mancata di capacità gestionale unica,
sottovalutando o peggio quasi deridendo le preoccupazioni espresse dai lavoratori e dalle loro diverse
rappresentanze ha inficiato di molto l’operatività quotidiana. Questo ha determinato ad esempio una
grave carenza gestionale, con evidenti rischi per la salute di molte persone, quando è emersa la
positività prima di una collega ed oggi, purtroppo di un’altra, negli uffici amministrativi, perché
conosciuto il primo caso già dalla prima mattinata di venerdì 13/3 tutto il personale del piano
interessato non è stato allontanato né si è provveduto alla immediata sanificazione dei locali.
Ricordiamo altresì le richieste espresse da quegli operatori nelle giornate precedenti di avere, alla
luce delle disposizioni governative, il materiale di igenizzazione a disposizione e/o DPI quando
ancora vi accedeva il “pubblico”, senza risposta.
Aggiungiamo ora che alla luce del “Protocollo condiviso di regolamento…, Roma, 14 marzo 2020 ””,
É URGENTE ED INDISPENSABILE SUPERARE IMMEDIATAMENTE LA FASE
PRECEDENTE DI GESTIONE DISORGANIZZATA ANDANDO VERSO UNA GESTIONE
UNICA E COORDINATA INTEGRATA DALLE RSU E RLS (come da Protocollo) SE SI VUOLE EVITARE CHE LA GIÀ GRAVE SITUAZIONE POSSA DEGENERARE
CHIEDIAMO
– la distribuzione a tutti i lavoratori di DPI adeguati
– che ci venga fornito il protocollo e cronoprogramma degli acquisti DPI, (quantità ordinate e loro data di arrivo, …)
– di conoscere le quantità esatte ad oggi disponibili e i criteri adottati per la la loro distribuzione 
– i criteri e le modalità di gestione dei casi di contatto/positività CoViD19 del personale
– la chiusura/filtro degli accessi del pubblico alle strutture aziendali 
– la pianificazione aziendale (ospedali/territorio) dell'utilizzo del personale sanitario del comparto, in modo che non siano solo alcuni a dover rispondere all'emergenza di cui non conosciamo la durata 


– la sanificazione straordinaria degli ambienti ristretti
– l’utilizzo di forme di lavoro alternative, in particolare per non incorrere nel paradosso di bloccare l'iter di assunzione dei dipendenti
– un incontro urgente, nelle modalità consentite, per un confronto diretto, adottando da SUBITO una regia unica e coordinata delle misure necessarie, anche quelle indicate sopra, che includa le RSU e gli RLSda le RSU e gli RLS

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