Pordenone

Sanità pordenonese/I sindaci devono opporsi allo svilimento del Friuli Occidentale

“Dopo l’ultimo riparto di fondi alle aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia, che ancora una volta penalizza il Friuli Occidentale, è importante che anche dai sindaci (che si riuniranno in assemblea per discutere l’atto aziendale dell’Asfo) arrivi un segnale alla Regione, affinché si ponga fine al continuo svilimento del Friuli Occidentale”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), ricordando che “nonostante le risorse complessivamente messe a disposizione delle tre aziende sanitarie territoriali aumentino di 22 milioni di euro (da 2,133 a 2,155 miliardi) rispetto allo scorso anno, quelle inizialmente assegnate all’Asfo diminuiscono di 1,6 milioni (da 499,3 a 497,7 milioni).

Poiché, a differenza degli altri territori, nella Destra Tagliamento la popolazione è cresciuta (anche se di poco), analizzando il riparto pro capite il divario si allarga ulteriormente.
Asfo, infatti, scende da 1.462 a 1.455 euro per cittadino, mentre Asufc aumenta da 1.547 a i 1.591 e Asugi da 1.575 a 1.585″.

“Con questi numeri – aggiunge l’esponente dem, che è anche componente della III Commissione che vanta competenze in materia di Salute – difficilmente si potranno risollevare le sorti della sanità pordenonese, in difficoltà sia nella gestione dell’emergenza Covid, con i cittadini costretti a pagarsi i tamponi, sia nello svolgimento della normale attività, con l’Rsa di Pordenone chiusa dallo scorso settembre, la Guardia medica che funziona a singhiozzo e i tempi di attesa esorbitanti in particolare per visite ed esami che costringono molti utenti a recarsi fuori regione”.

“L’atto aziendale approvato da Polimeni senza acquisire un parere formale dal collegio di direzione – continua Conficoni – non solo non evidenzia con chiarezza quali misure si intendono mettere in campo per arrestare la fuga nel vicino Veneto, ma depotenzia i distretti, che non avranno più titolarità diretta su alcune importanti funzioni.
Inoltre, fa dei passi indietro sul rafforzamento del dipartimento di Salute mentale, chiamato ad affrontare il maggiore disagio psicologico che l’emergenza Covid sta portando con sé”.

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