Friuli Venezia Giulia

Sanità/Per i Dem quella pordenonese è penalizzata

“Appelli, proposte e manifestazioni: tutto inutile! La Giunta Fedriga continua a ignorare le legittime richieste della sanità del territorio pordenonese e dei cittadini destinatari dei servizi sanitari.
Anche in occasione del riparto dei fondi statali del decreto rilancio, 25 milioni per l’adeguamento della rete ospedaliera a fronte dell’emergenza da Coronavirus, il Friuli Occidentale esce penalizzato.
Ancora una volta il Centrodestra volta le spalle a Pordenone”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Partito democratico, Nicola Conficoni, commentando il piano di adeguamento della rete ospedaliera sul quale lui stesso ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale Fvg, denunciando “una penalizzazione del Pordenonese”.
“Le problematiche del sistema sanitario nella Destra Tagliamento – aggiunge l’esponente dem – sono evidenti e sono state sollevate su svariati fronti.
Da quello del personale, che ha già manifestato un paio di mesi fa per le ristrettezze in cui opera, fino a quello dell’utenza.

Si pensi alla denuncia fatta ultimamente dal Comitato Amici Abele Casetta, da sempre impegnato a monitorare l’importante tema della sanità, preoccupato per la situazione delle terapie intensive sottofinanziate, ma anche per i servizi sanitari territoriali e dei relativi infermieri di comunità”.
“A seguito del decreto rilancio, nonostante la popolazione del Friuli Occidentale rappresenti il 26 per cento di quella del Fvg, la Giunta Fedriga – sottolinea Conficoni – ha destinato solo il 18 per cento a Pordenone.

Inoltre, i numeri previsti dalla Giunta nel piano di potenziamento della rete ospedaliera per Pordenone sono deprimenti: il 13 per cento di posti letto in terapia intensiva, il 21 per la semi-intensiva e solo il 23 di risorse per il potenziamento dei Pronto soccorso”.

“La disparità di trattamento rispetto agli altri territori – conclude la nota – non è solo evidente, ma anche confermata in ogni occasione.
Essa si traduce in disagi per gli utenti che scontano in negativo la chiusura dell’Rsa di Sacile e la mancanza di una struttura adeguata per accogliere le persone infette e bisognose di assistenza”.

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