Friuli Venezia Giulia

Sanità friulana/Tutti d’accordo: serve una filiera regionale per i pasti d’ospedale

Trieste – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, riunito in presenza a Trieste, ha approvato all’unanimità la mozione 201 dedicata al tema della filiera regionale della ristorazione ospedaliera. Il provvedimento ha assorbito anche i contenuti della mozione 216 che, precedentemente abbinata, è stata invece ritirata in corso d’opera. In calce al documento finale, evidenziando piena condivisione trasversale, sono state apposte le firme di tutti i consiglieri regionali.

Obiettivo della mozione 201 era quello di promuovere una filiera regionale in grado di garantire la qualità dei pasti per degenti e operatori, sostenendo l’economia locale e tutelando i diritti dei lavoratori. Inizialmente presentata dai consiglieri regionali Andrea Ussai (che oggi l’ha illustrata all’Aula), Mauro Capozzella, Ilaria Dal Zovo e Cristian Sergo (M5S), si erano aggiunte progressivamente anche le firme di Walter Zalukar (Gruppo Misto), Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli (Patto per l’Autonomia).

La 201, invece, si caratterizzava anche per le sigle di Zalukar (primo firmatario) Ussai stesso e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), puntando a soppesare con adeguati metodi di valutazione economica l’ipotesi di un sistema interno con modalità di preparazione fresco-caldo e approvvigionamento a filiera corta.

Nel corso dei lavori è stato accolto anche un emendamento modificativo caratterizzato da quattro punti e proposto dai forzisti Giuseppe Nicoli (primo firmatario), Franco Mattiussi e Mara Piccin, insieme ai leghisti Mauro Bordin, Danilo Slokar e Ivo Moras, ad Alessandro Basso (FdI) e Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar). I suoi contenuti sono stati approvati in forma sottoemendata, nuovamente all’unanimità, acquisendo anche una modifica suggerita da Ussai.

Con il provvedimento, in considerazione del fatto che “una buona alimentazione è essenziale per il benessere dell’organismo e condiziona la qualità della vita”, ma anche che “nel soggetto ospedalizzato una nutrizione non adeguata provoca un aumento dei tempi di degenza e riabilitazione”, si impegna la Giunta regionale a “promuovere una filiera regionale della ristorazione ospedaliera che valorizzi l’impiego di prodotti agro-alimentari freschi, di stagione e da filiera corta per garantire la qualità e per migliorare i controlli sul processo produttivo, sostenendo l’economia locale e il contenimento degli impatti ambientali”.

Inoltre, l’obiettivo è quello di utilizzare quale tipologia preferenziale di ristorazione collettiva ospedaliera quella legata al sistema fresco-caldo (gli alimenti vengono cotti dalla cucina, centralizzata oppure in loco) rispetto al cook and chill (raffreddamento veloce delle pietanze appena cotte) con conseguente produzione di pasti in modalità espressa o preparati in giornata vicino alle sedi, garantendo tempi di consegna tali da preservare le qualità organolettiche e nutrizionali dei pasti.

Ussai ha parlato esplicitamente di “un nuovo modello per promuovere la filiera regionale e l’utilizzo di prodotti freschi di stagione, migliorando la qualità e intensificando i controlli con preziose ricadute economiche, soprattutto a livello locale.
Il sistema fresco-caldo va sempre preferito per favorire una consegna rapida dei pasti e preservare le qualità organolettiche del cibo nel pieno recepimento dei principi europei e nazionali”.
Anche Zalukar si è soffermato “sulla qualità del cibo sotto il profilo organolettico. Valutiamo inoltre le ricadute economiche sul territorio e, soprattutto, quelle sociali, garantendo condizioni economiche adeguate agli operatori. È necessario superare le analisi costo-efficacia, avvicinando invece la prospettiva costo-utilità”.

Nel corso della discussione generale sono intervenuti i consiglieri Roberto Cosolini (Pd) e Honsell. L’esponente dem ha parlato di “indirizzo importante che potrebbe essere allargato dall’ambito ospedaliero fino al campo della ristorazione collettiva. Inoltre, emerge la necessità di rimettere d’ordine nel sistema delle esternalizzazioni degli Enti pubblici”.
Honsell, dal canto suo, ha suggerito “un’indagine approfondita sul tema del fresco-caldo”, auspicando che “il dispositivo finale mantenga le introduzioni in quanto significative sotto il profilo educativo”.

Il vicegovernatore Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, è intervenuto prima dell’espressione dell’Aula riconoscendo e condividendo “lo spirito e le ragioni di una mozione. Non credo che regola e prezzo possano orientare le scelte dei pasti nelle strutture pubbliche, perché la ricaduta deve concretizzarsi in termini qualitativi e anche territoriali. Sono d’accordo con
Cosolini: è il caso di aprire una finestra sulle esternalizzazioni che vanno regolate con attenzione dal Pubblico per evitare certe situazioni a danno delle persone più fragili”.

La 201 e la 216 erano le prime due mozioni previste dal programma dei lavori odierno dell’Aula che, in apertura di seduta antimeridiana, aveva già concesso spazio alle interrogazioni a risposta immediata (Question Time) rivolte alla Giunta Fedriga.

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