Venezia

Sanbruson/Appello per rintracciare il testimone di un atto di pirateria della strada

Tra le varie lesioni, si è procurata la frattura della tibia, ma a due mesi e mezzo dal fatto, il responsabile dell’ennesimo investimento pirata non è stato ancora individuato, nonostante tutti gli sforzi profusi dalle forze dell’ordine.
Vittima del grave episodio, accaduto il 17 giugno 2021, in pieno giorno, nel comune di Dolo, una 64enne del posto assistito dallo Studio3A che ora lancia un appello ad eventuali testimoni affinchè si facciano avanti.
In particolare, si sa per certo che ha assistito a tutta la scena una persona dai capelli brizzolati che poi non si è più riusciti a trovare e che potrebbe avere informazioni utili per risolvere il caso.


Il sinistro è successo alle 10.30, all’incrocio semaforizato tra via Badoera e via Argine Sinistro, a Sambruson.
La 64enne, che procedeva in via Badoere in bicicletta, si era fermata al semaforo rosso e, quand’è scattato il verde, è ripartita con l’intento di svoltare a sinistra in direzione del centro di Sambruson: è stato allora che è stata colpita al gomito da un furgone bianco tipo Ducato, con delle scritte laterali, che sopraggiungeva dalle sue spalle a forte velocità e che invece ha svoltato a destra verso il centro di Dolo.


La malcapitata è rovinata sull’asfalto ma il conducente del veicolo l’ha abbandonata al suo destino, dileguandosi: soccorsa da dei passanti, la donna è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino dove i sanitari le hanno riscontrato una brutta frattura alla tibia e hanno avvisato la polizia locale dell’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta, configurandosi un caso di pirateria stradale.


Gli agenti, a cui nulla si può imputare e che anzi la ciclista ringrazia per l’impegno, hanno raccolto la sua testimonianza e, sulla base delle indicazioni fornite, visionando le immagini del sistema elettronico di sorveglianza “Targa System”, hanno individuato tutti i mezzi transitati lungo via Argine Sinistro e la Strada Regionale 11 Venezia-Padova (le due postazioni più vicine al luogo dell’incidente) che, nel giorno e dell’ora del sinistro, avevano potuto percorrere via Badoera, “isolando” cinque furgoni compatibili con la descrizione fornita e sottoponendo i fotogrammi alla vittima, che ne ha indicati due come possibili responsabili del fatto.


Le ulteriori indagini compiute dagli operatori a carico di questi due mezzi, però, hanno dato esito negativo: non avevano scritte laterali né danni compatibili con l’urto subito dalla 64enne.
Le indagini quindi si sono arenate, fermo restando che gli agenti hanno comunque trasmesso tutti gli atti alla Procura trattandosi di ipotesi di reato di fuga e omissione di soccorso.

Lo Studio3A che l’assiste ha ora deciso di lanciare un appello rivolto in particolare a uno dei tre soccorritori che hanno aiutato la donna quel giorno dopo l’investimento, l’unico ad aver visto materialmente l’incidente: una persona dai capelli bianchi.


Nella convinzione che l’uomo possa avere ulteriori informazioni utili a identificare il mezzo, si spera che possa farsi vivo per rendere la sua testimonianza che sarebbe doppiamente preziosa: primo, per punire come merita l’autore del fatto; secondo, per consentire alla ciclista di essere risarcita in modo più certo e celere dei gravi danni fisici e morali patiti.
Nel caso in cui non ci si potesse rivolgere alla compagnia di assicurazione del furgone, sempre che fosse assicurato, si sarà infatti costretti a ricorrere al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada che interviene (o meglio dovrebbe farlo) in caso di sinistri con veicoli non assicurati o non identificati ma le cui procedure sono notoriamente lunghe, farraginose ed estremamente difficoltose.


Se la persona in questione decidesse di fare il suo dovere, può contattare direttamente la polizia locale dell’Unione dei comuni della Riviera del Brenta o chiamare Studio3A al numero verde 800090210.

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