Venezia

San Donà/Presentato il progetto Family Audit

San Donà di Piave – Presentato mercoledì ad una ventina tra aziende, associazioni di categoria e sindacati il progetto Family Audit, una certificazione pensata per favorire la conciliazione famiglia-lavoro che genera da un lato più tempo di qualità per le famiglie, dall’altro un aumento della produttività e un miglioramento del benessere organizzativo per quelle aziende e organizzazioni che l’hanno già abbracciato.

A illustrare il processo di certificazione che mette l’accento sulle pari opportunità e sulla ripartizione dei carichi di cura tra uomini e donne, Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento, Emanuela De Zanna della Cooperativa di Cortina, Tamara Milosavljevic della Cooperativa Azalea e Silvia Ranzato, consulente accreditata Family Audit, che hanno spiegato come funziona il processo di certificazione e quali sono i vantaggi non solo per gli operatori economici ma anche in termini di ricadute sul territorio.

Le aziende che si certificano sono infatti chiamate ad inserire degli obiettivi a favore del territorio in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa e di welfare territoriale.
Una volta cominciato il processo, l’agenzia che ne cura l’implementazione va a confrontare i dati dell’azienda interessata con altre organizzazioni dello stesso tipo e con la totalità delle aziende certificate misurandone lo scostamento dal benchmark di riferimento.

«In Trentino questa esperienza, cominciata già nel 2009, ha prodotto un’inversione di tendenza rispetto al calo demografico e ha attivato risorse e iniziative, sia economiche che non, a favore delle famiglie, generando benefici importanti sia dentro che fuori le aziende aderenti» ha spiegato Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la coesione sociale trentina che ha voluto sottolineare come la procedura «non preveda il rilascio di un bollino a fronte di una montagna di carte, ma un percorso per la definizione di obiettivi concreti che vengono verificati ogni anno.

I dati e gli audit dimostrano che le aziende, attraverso la certificazione Family Audit, raccolgono una serie di benefici quali ad esempio: miglioramento del clima aziendale, valorizzazione delle competenze di genere e dei ruoli di cura, incremento della produttività, meno assenteismo, diminuzione del turnover, modalità di lavoro innovative e più sostenibili, accesso a sistemi di premialità, visibilità dell’azienda, crescita professionale del management, maggiore attrattività di talenti, rafforzamento della responsabilità d’impresa».

«Ogni iniziativa che va nella direzione di migliorare la qualità della vita dei cittadini non può che vedermi favorevole – ha dichiarato il sindaco di San Donà di Piave Andrea Cereser – specie se questo serve a contrastare la detanalità, uno dei mali del nostro tempo. Formare una famiglia è una decisione influenzata da tanti fattori che evolvono nel tempo, ma rendere più conciliabili la famiglia e il lavoro è il primo di tanti ostacoli da rimuovere se vogliamo incoraggiare la formazione di nuove famiglie dove le donne non debbano più essere costrette a dover scegliere tra i figli e la carriera professionale. Non basta migliorare la nostra città dal punto di vista urbanistico, dobbiamo impegnarci perché nuove persone possano viverla».

«Con questa iniziativa il Comune di San Donà vuole promuovere un approccio sinergico con le realtà produttive del territorio – ha dichiarato la vicesindaca Silvia Lasfanti con delega a Sociale, crescita e cittadinanza – Non si tratta solo di far conoscere le migliori buone pratiche di welfare territoriale ma anche di fare in modo che l’istituzione se ne faccia in qualche modo interprete e sia di concreto sostegno alle famiglie.
Abbiamo conseguito la certificazione Family Audit proprio perché vogliamo fare la nostra parte.
E ora inizieremo a lavorare per ottenere l’altra certificazione di ‘Comune amico della famiglia’».

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