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San Donà/Il 15.1 la commemorazione di Attilio Rizzo e Giovanni Baron

Gli eventi legati al Giorno della memoria, coordinati quest’anno dai Musei Civici Sandonatesi, si aprono il 15 gennaio con l’evento commemorativo dedicato al 75° anniversario della morte di Attilio Rizzo e Giovanni Baron, deceduti a Gusen (Mauthausen) nel 1945.

Alle 9 presso l’Auditorium del Centro Culturale Da Vinci un primo momento, rivolto alle scuole, di ricostruzione storica delle due figure in cui la prof.ssa Morena Biasion, già autrice del libro “Un soffio di libertà”, accompagnerà i giovani a conoscere in particolare Attilio Rizzo, mentre il ricordo di Giovanni Baron sarò curato da don Giancarlo Ruffato.
Alle 10.15 seguirà il corteo per raggiungere Piazza Rizzo, dove alle 10.30 si svolgerà la cerimonia vera e propria, presso la lapide commemorativa collocata dove un tempo sorgeva la casa di Attilio Rizzo.

L’evento è svolto in collaborazione con ANPI sandonatese e con il Circolo Filatelico Numismatico Sandonatese che, nell’occasione, insieme a Poste Italiane, promuove un annullo filatelico tematico e una cartolina commemorativa.

“Fare memoria significa custodire un tesoro prezioso per costruire un presente più consapevole, particolarmente per le giovani generazioni; siamo quindi lieti della grande partecipazione delle scuole a questo evento – riflette l’Assessore a Cultura ed Eventi Chiara Polita, che aggiunge – a questo primo evento ne seguiranno altri in collaborazione con soggetti pubblici e privati”.

Il Sindaco Andrea Cereser aggiunge: “Attilio Rizzo e Giovanni Baron meritano di essere conosciuti e ricordati, in particolare dai più giovani, per l’esempio di impegno e coerenza che trasmettono attraverso la loro vita, che fu fruttuosa ma anche tormentata: ricordiamo infatti che Rizzo fu deportato a Mauthausen per ben due volte, sia nella Prima Guerra Mondiale sia nella Seconda, quando vi trovò la morte. Giovanni Baron fu suo fidato collaboratore e ne condivise gli ideali e il tragico destino: lezioni di coraggio e coerenza che parlano ancora oggi a tutti noi. Fare memoria quindi deve diventare prendere esempio e raccogliere, nel miglior modo possibile, questa fondamentale eredità”.

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