Venezia

San Donà/Cereser: la salvaguardia del Piave deve essere una priorità

Le abbondanti piogge di questi giorni, con annesse tracimazioni di corsi d’acqua, riporta all’attenzione di tutti la necessità di migliorare la tenuta dei fiumi di fronte a fenomeni che, per la cadenza con cui si ripetono, ormai non hanno più nulla dell’eccezionalità.

“Ogni anno ci arrivano segnali di ammonimento che non possono essere trascurati.
Ne è prova quanto sta accadendo in questi giorni.
Dobbiamo aspettare la tragedia per agire?
A chiederselo è il sindaco il sindaco sandonatese Andrea Cereser che continua: “La Regione prosegua senza indugio per affidare la progettazione definitiva degli interventi per la salvaguardia del Piave. Sono in gioco vite umane.

Lo scorso 19 febbraio c’è stato un incontro in Prefettura a Treviso con l’Autorità di Bacino, l’assessore regionale Bottacin e tutti i Sindaci rivieraschi che, ad eccezione dei Sindaci del Montello, avevano dato una indicazione chiara per proseguire con la progettazione.
La Regione aveva prospettato di avviare la gara entro la fine del corrente anno, ma siamo ancora fermi.
Nessun problema a servirsi dello strumento del contratto di fiume, ma questo non può essere utilizzato per rallentare la progettazione.

Sappiamo che i fondi del Recovery Fund potrebbero essere utilizzati per finanziare questi costosi interventi, continua Cereser, ma perché ciò avvenga le risorse devono essere impegnate entro la fine del 2022.
Di conseguenza, c’è tempo solo fino alle fine del 2021 per completare la progettazione definitiva.
Non solo dell’intervento di Ciano ma anche di quello che interessa la zona a valle di Ponte della Priula.
Perché la commissione istituita dopo l’alluvione del 1966 ha stimato che entrambi questi interventi sono necessari per evitare il ripetersi di quanto accaduto in quell’anno, a parità di condizioni ambientali.

Quindi: ok per gli strumenti di concertazione ma senza ritardare le fasi di progettazione e realizzazione degli interventi.
Non mi manca certo la sensibilità ambientale ma nessuna specie animale o vegetale, protetta o meno, vale una vita umana.
Chi ostacolasse questa possibilità unica di utilizzare i fondi del Recovery Fund per eliminare una volta per tutte la spada di Damocle della prossima alluvione del fiume Piave, conclude Cereser, si prende una grande responsabilità”.

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