Venezia

San Donà/Botta e risposta tra l’Assessore e il Presidente del Jesolo – San Donà Basket

San Donà di Piave – Stefano Serafin, Assessore allo Sport di San Donà di Piave, risponde alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal dott. Ferrari, presidente del Jesolo-Sandonà Basket.
I temi che hanno portato l’assessore e la società ai ferri corti sono legati alla possibilità di giocare le partite casalinghe al Barbazza e la gestione dello stesso.

Commenta Serafin: “L’annullamento della concessione della gestione del Palasport Barbazza è avvenuto a seguito degli approfondimenti e verifiche documentali che, di prassi, vengono effettuate durante il periodo di assegnazione provvisoria della concessione.
Tali verifiche hanno portato il Dirigente responsabile alla decisione, puramente tecnica, di revocare l’assegnazione alla società Volley Team srl.
Nulla toglie alla buona fede della proposta fatta dal Volley Team srl, che ringrazio per il progetto proposto.

Lo scopo di questa nuova concessione era e rimane quello di creare un nuovo modello di gestione e di ridurre l’impatto economico della gestione di un impianto che non ha caratteristiche tali da poter generare flussi economici significativi, ma che è fondamentale per lo sport sandonatese e nella quale disputano le partite di 3 società di alto livello: l’Imoco Volley Pool Piave (serie B1 femminile); il Volley Team San Donà (Serie A3 maschile) e il New Basket San Donà (serie C Gold).

Gli investimenti importanti fatti e ancora in corso, confermano quanto il Palasport stia a cuore a questa Amministrazione: mai negli oltre 40 anni di vita della struttura erano stati fatti investimenti così rilevanti per il suo mantenimento e rinnovamento.
Ritornando sulle affermazioni del dott. Ferrari, che auspicava un mio passo indietro, vorrei solo ricordargli che la storia del Basket a San Donà, che così spesso ricorda, non si è fermata negli anni 90, quando tutti tifavamo (io per primo) alle partite in serie C e B, con il palasport strapieno e il massimo entusiasmo.

Quello che invece è accaduto dopo è un declino inesorabile, la nascita della Jesolo-Sandonà Basket, che già nel nome identifica una certa strada.
Negli ultimi anni, il settore giovanile, totalmente scomparso è stato per fortuna ripreso dal New Basket Sandonà, che proprio nel suo nome riporta la sua storia.
Ora questa Società sta insegnando basket a diverse centinaia di ragazzi e (grande novità) ragazze, con un grandissimo successo, suggellato dal ritorno della prima squadra in serie C Gold, campionato di alto livello.

Credo che chi conosce il basket a San Donà e la sua vera storia, capisca perfettamente quello che sta accadendo e quello che accade.
La presunta persecuzione di questo Assessorato verso lo Jesolo-Sandonà Basket è totalmente inesistente: la società partecipa al solo campionato di prima divisione.
Come da regolamento abbiamo proposto e riservato una sera della settimana (il giovedì) per le loro partite, ma non è stata accettata.

Abbiamo quindi proposto di giocare alla Palestra dell’istituto Scarpa-Mattei, regolarmente omologata dalla FIP (ribadisco omologata dalla FIP) ma anche questa è stata rifiuta adducendo pericoli inesistenti (vista l’omologa federale).
Alla squadra viene concessa, per gli allenamenti, la palestra della Romolo Onor che, anche se con alcune limitazioni di dimensioni, è stata per tutti la culla del Basket a San Donà, quindi non un luogo qualsiasi.

La volontà di voler giocare il venerdì sera e solo quel giorno viene motivata dall’impossibilità dei giocatori, a quanto pare tutti studenti fuori sede, di rientrare prima.
Non si capisce come potrà, la società, partecipare alle altre partite fuori casa del suo campionato, che si giocano (da calendario federale) in diversi giorni della settimana.

Concludendo, spiace molto assistere ad un tale triste spettacolo, che di certo il Basket non merita nella nostra Città.
Quindi restituisco al mittente la richiesta di farmi da parte che, forse, dovrebbe essere presa in considerazione dal dott. Ferrari.
A volte è meglio capire quando il sipario è calato e alzarsi per andare verso l’uscita.

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