Treviso

San Biagio di C./In barba al virus, apre una nuova pizzeria

A 25 anni, si sa, non si ha paura di niente e nessuno, ma avviare un’attività, anche di notevoli dimensioni, in uno dei settori più colpiti in assoluto dagli effetti della Pandemia (la ristorazione) certo non è da tutti.

E’ la storia di Xhenet Smoqi, ragazzo di origini albanesi ma in Italia ormai da quasi 18 che ha deciso di rilevare quello che era il Ristorante Equoreum di San Biagio di Callalta.
L’ha trasformato in una pizzeria con tanto di forno a legna e menù arricchito di spiedo e club sandwich e con, d’obbligo di questi tempi, un ampio plateatico che assicuri il distanziamento sociale tra i commensali.

L interno del locale

Con questa avventura, Xhenet cambia radicalmente anche tutto il resto della sua vita.
Viene infatti da Telve Valsugana, in Trentino, con esperienze lavorative a Trento e Cismon del Grappa: ora abita a San Biagio.
Condividerà la sua avventura con due soci minoritari (Marco e Nicola) e sembra avere idee molto chiare.

Cà del Piave, così si chiamerà la pizzeria, sembra essere, nel nome, un doveroso omaggio al posto in cui si trova: di fronte al Sacrario militare, in via vicolo ossario 1 a San Biagio di Callalta, lungo la Postumia est.

Nei suoi progetti, l’apertura era programmata ai primi di marzo, ma il destino gli ha subito fatto capire che si è scelto una strada impegnativa.
L’arrivo del Lockdown ha rimandato tutto al 20 giugno, dandogli nel contempo modo di riorganizzare gli spazi per il post coronavirus (per sua fortuna lo spazio esterno manca).

l esterno del locale

La sua avventura è anche un buon esempio di collaborazione tra le parti: lui ha impegnato tutti i suoi risparmi, ma il proprietario del locale ha accettato di ricevere il resto nel tempo, ad attività avviata.
Si dice convinto della sua scelta, anche se l’esperienza maturata nonostante la giovane età gli ha già fatto capire che ci sarà da rimboccarsi continuamente le maniche.

Con un’amara considerazione: se fino a pochi mesi fa era difficile trovare personale perchè molti erano spaventati dai ritmi di lavoro, oggi è subissato di richieste.

Gli chiediamo se non sia pentito della scelta fatta e onestamente Xhenet ci risponde che, in piena pandemia, un momento di sconforto l’ha assalito.
Un attimo, poi ha guardato avanti senza ripensamenti perchè, ci dice, fare impresa significa anche questo, ad ogni difficoltà darsi da fare ed andare avanti.
Certo: a noi non resta che fargli un grande “in bocca al lupo”… passeremo ad assaggiare le sue pizze.

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