Pordenone

Salute: modello Sacile in forte stato di criticità

“Il modello Sacile è fermo al palo e in stato di forte criticità. Oltre all’infelice decisione di riconvertire l’Rsa in reparto Covid, regna l’incertezza sui tempi di realizzazione degli interventi strutturali e sul potenziamento di alcuni qualificanti servizi. Così, l’annunciato rafforzamento della Cittadella della salute liventina sembra essersi perso nella difficoltà generalizzata che, da tempo, attanaglia la sanità del Friuli Occidentale, esasperando la popolazione locale che paventa l’annessione al Veneto”.

Lo rimarca in una nota il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), che chiede “chiarezza in merito ai tempi relativi agli interventi sul presidio ospedaliero di Sacile”, attraverso un’interrogazione alla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia e, in particolare, all’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi.

“Quasi due anni fa, ormai, la Giunta Fedriga si era impegnata a potenziare il polo sanitario di Sacile, suscitando aspettative che finora sono andate deluse.
Per placare le proteste degli amministratori locali, scaturite dalla decisione di trasformare l’Rsa in reparto Covid, lo scorso ottobre – ricorda l’esponente dem – l’assessore Riccardi aveva promesso lo stanziamento di ulteriori 3,5 milioni di euro per adeguare i padiglioni nella Cittadella della salute in riva al Livenza”.

“Poi, nella legge di Stabilita? 2021, bocciando un emendamento che avrebbe garantito le risorse, il presidente Massimiliano Fedriga ha assicurato la disponibilità dei fondi. Alle reiterate proteste sul livello di servizio offerto, ora si è aggiunta – sottolinea Conficoni, che è anche componente della III Commissione consiliare Salute – la proposta di referendum per il passaggio di Sacile al Veneto, lanciata da un comitato di cittadini”.

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